Musicoterapia, da Ivan Graziani a Hendrix, viaggio nel rock al Centro diurno
Da Vasco Rossi a Fabrizio De André, passando per Ivan Graziani e i Litfiba. Poi Jimi Hendrix, con “Red House”, a riportare l’ascolto verso il blues. Il viaggio nel rock italiano al quale ho partecipato nei giorni scorsi, al Centro diurno psichiatrico della Asl 1 dell’Aquila, aveva un repertorio largo e parecchie possibilità di deviare dal percorso.
L’invito è arrivato da Stefano Ventruto, nell’ambito dell’attività di musicoterapia di gruppo con il metodo Music Hospital. Ho portato il mio contributo di giornalista musicale e musicista, affiancando il lavoro del conduttore e dei partecipanti.
Abbiamo presentato, ascoltato e analizzato insieme le canzoni. Nel percorso hanno trovato posto Francesco Guccini, i Modena City Ramblers, Ligabue, Lucio Battisti e i Gang. Accostarli significa anche ragionare su quanto sia estesa la parola rock, su quali influenze abbia raccolto nella musica italiana e sui confini con la canzone d’autore. Un elenco di nomi, da solo, dice poco: sono i brani a permettere di entrare nelle differenze.
Il riferimento a Hendrix ha allargato il discorso alle radici blues. “Red House” è stato uno dei punti di ascolto di un incontro in cui la musica veniva proposta all’attenzione di tutti, per essere poi commentata e analizzata insieme.
Racconto spesso la musica attraverso concerti e interviste. Questa volta l’occasione era un’attività di gruppo dentro un servizio sanitario, con un lavoro già avviato al quale sono stato invitato a contribuire. Ringrazio Stefano e le persone del Centro diurno per avermi accolto e coinvolto: è stato un piacere condividere con loro questo tratto di strada tra le canzoni.
