Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere, nuovo polo culturale Bper
Per anni è stato uno dei palazzi feriti dal terremoto nel cuore del centro storico del capoluogo.
Oggi Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere e viene restituito alla città come nuovo come nuovo polo culturale Bper de La Galleria, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
Recuperato dopo il sisma del 2009, da domani sarà aperto al pubblico con il percorso permanente ‘Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione’, che mette in dialogo opere della Corporate Collection Bper con gli ambienti storici e riporta in città una parte della raccolta della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.
All’inaugurazione hanno partecipato il presidente di Bper Fabio Cerchiai, il sindaco Pierluigi Biondi, il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, il presidente dell’Associazione Civita Gianni Letta, il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli e il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi. “Siamo orgogliosi di riconsegnare uno degli edifici più rappresentativi della città alla sua comunità”, ha detto Cerchiai, ricordando che “una parte importante della collezione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila torna nei luoghi in cui si è formata”.
Il polo aquilano entra nella rete dei Poli culturali Bper, insieme a Modena e Ferrara, dove a ottobre è prevista l’apertura del nuovo spazio a Palazzo Barbantini-Koch. Per Biondi è “un palazzo ritrovato, un nuovo spazio di cultura nel cuore dell’Aquila”, con un valore “ancora più significativo nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura”.
“Con il Polo Culturale dell’Aquila prende forma un’idea di valorizzazione precisa – ha affermato Sabrina Bianchi, responsabile Patrimonio Culturale La Galleria Bper – La collezione, l’architettura di Palazzo Farinosi Branconi e la storia artistica del territorio costruiscono qui un unico racconto”. La Galleria Bper cura un patrimonio artistico e archivistico di oltre 10mila opere censite. Restaurati anche gli affreschi delle sale di Saul e David, dei Putti e di San Clemente.

