Cristina D’Avena fa cantare L’Aquila: “I sorrisi che arrivano dal cuore”
I genitori conoscono le parole quanto i figli, anzi molto di più. Alla Villa Comunale migliaia di persone cantano con Cristina D’Avena, protagonista ieri sera del minilive della diciassettesima edizione di “Sulle Tracce del Drago”. Davanti al palco ci sono bambini e adulti cresciuti con le sigle che l’artista interpreta da oltre quarant’anni.
La sera precedente era stato Giorgio Vanni a tenere banco, nello stesso spazio. Due serate dedicate alle voci dei cartoni animati, con un pubblico che attraversa le generazioni.
Il repertorio di D’Avena ripercorre la storia dei cartoni in televisione: da “Occhi di gatto” a “Kiss Me Licia”, passando per “Mila e Shiro”, “Pollon combinaguai” e i Puffi. Canzoni rimaste nella memoria di chi le ascoltava tornando da scuola e oggi si ritrova a cantarle con i propri figli.

Il concerto della Cristina nazionale è stato l’appuntamento centrale del programma serale della manifestazione dedicata al fantasy e alla cultura pop, in corso dal 3 al 6 settembre alla Villa Comunale e inserita nel calendario di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
Prima di D’Avena sono saliti sul palco i Music Icons e i Cartoni per Caso. La giornata ha ospitato anche tornei di Dungeons & Dragons e attività dedicate alla cultura giapponese, oltre agli incontri e ai laboratori.
Sul palco la cantante ha affiancato alle sigle un invito a volersi bene, rivolto soprattutto ai più giovani. Dopo il concerto, ai nostri microfoni, è tornata sul messaggio.
“Soprattutto dobbiamo cercare di amarci, perché se non ci amiamo non riusciremo mai ad amare gli altri”, ha spiegato. Poi l’esortazione: “Sorridete alla vita, amatevi, amiamoci e tanti cuori per tutti”.
Alla domanda sull’Aquila e sul suo percorso di rinascita, D’Avena ha parlato del contributo che cerca di dare attraverso le canzoni.
“Abbiamo bisogno veramente di tanti sorrisi, che non sono i soliti sorrisi: sono i sorrisi che arrivano dal cuore”, ha detto. “Io attraverso la mia musica cerco di portare questo. Mi raccomando, fatelo anche voi, perché L’Aquila ha bisogno di questo”.
Il rapporto con l’infanzia è tornato nell’ultima risposta, quando le abbiamo chiesto se si continui a essere bambini anche da adulti. “Lo sono sempre, da quando sono nata e continuo ad esserlo. Va bene così”.

