Ticket to Ride, pt.4: viaggio nello spazio
10 Novembre 2020 Condividi

Ticket to Ride, pt.4: viaggio nello spazio

La quarta puntata di Ticket To Ride – il programma di Radio L’Aquila 1 condotto dallo “strano trio” Antonella FinucciValeria Valeri e Fabio Iuliano – fa viaggiare gli ascoltatori attraverso lo spazio, le galassie, i pianeti. Attraverso la musica dei buchi neri, persino. Eh sì, l’universo ha un suono e  suona il jazz. Ma andiamo con ordine.
Lo sapete, ormai, si tratta di un viaggio. E non si poteva non esplorare quelle mete sconosciute e intriganti, al di là della nostra romantica e rassicurante palla blu, come la definisce David Bowie nella sua Space Oddity, pezzo che apre la puntata. Il titolo rimanda al celeberrimo film di Kubrick, “2001, a Space odissey”, ma oddity è una stranezza, è la sensazione di straniamento di un astronauta che viene lanciato verso la luna: la piccola palla blu del pianeta terra è lontanissima e lui, allo stesso tempo, è rapito dal paesaggio che si trova davanti ed eccitato per quello che sta vivendo, sa che è un pioniere, ma è anche spaesato da tanta solitudine e tanta immensità.

La scelta di questa canzone è anche un omaggio a Controllo a Terra, programma cult di questa emittente condotto per anni da Giuseppe Tomei e Danilo Cianca, la cui sigla era proprio Space OddityGround control – controllo a terra”, le parole  iniziali, appunto.

La tematica dei viaggi interstellari affascina l’uomo moderno, la letteratura di Jules Verne o di Ray Bradbury ne è dimostrazione, e oggi nell’universo si muovono sempre più sonde e rover spaziali.

TICKET TO RIDE – Canzoni in viaggio. Puntata n. 04 del 10.11.2020

 

Addirittura si prevedono viaggi turistici nello spazio. Pronti ad essere dei “rocket men” e delle “rocket women“? Rocket Man, di Elton John, fa letteralmente sognare gli ascoltatori, li catapulta tra le stelle, dove ama vivere il protagonista delle canzone, seppure senta dentro di sé una grande mancanza della famiglia e della sua casa, dei suoi affetti. Stelle dunque.

E pianeti e buchi neri e galassie e onde gravitazionali. Già solo i nomi evocano fantasie e sogni, riportano alla mente racconti e storie di navigazioni, di astrologia, di vite oltre la nostra, ma forse l’universo non evoca immediatamente musica. Eppure l’universo suona. Eugenio Coccia, direttore del GSSI dell’Aquila, insieme alla tromba di Paolo Fresu e al trombone di Gianluca Petrella, ha messo in musica le vibrazioni cosmiche. La puntata di chiude col “jazz dei buchi neri“. Buon ascolto!

Ci piace inserire qui il video nel quale Eugenio Coccia, accompagnato alla tromba da Paolo Fresu e al trombone da Gianluca Petrella, racconta l’avventurosa ricerca di queste impercettibili vibrazioni cosmiche che sono le Onde Gravitazionali, tratto dal concerto-spettacolo di fisica e jazz “Not(t)e al MUSE”  svoltosi a Trento il 10 dicembre 2014.