26 Agosto 2015 Condividi

L'Aquila, lo sfogo dei comitati: vogliono vietarci di manifestare

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Mobilitazioni come quella in occasione della visita di Renzi dimostrano che i territori abruzzesi possono lottare insieme: non ci si salva da soli e le vertenze vanno unite perché riguardano l’intera comunità e sono tutte collegate alla sua salvaguardia». A mente fredda, qualche giorno dopo le tensioni di martedì 25 agosto, alcuni dei comitati spontanei presenti hanno voluto fare il punto su quanto accaduto per prendere le distanze da «una narrazione che non rispecchia le vere istanze a di chi era in piazza a manifestare legittimamente e senza ricorrere alla violenza, scaturita più che altro da una gestione dilettantesca dell’ordine pubblico in cui ci si è preoccupati solo di evitare che il premier venisse fischiato in pubblico».

Un fronte assortito: «siamo aquilani, abruzzesi, italiani, studenti, lavoratori precari», hanno sottolineato gli attivisti del comitato 3e32. Un gruppo di cittadini riuniti porta avanti le istanze della ricostruzione non solo urbana ma anche sociale, in aperta contestazione con i governi che si sono via via succeduti dal 2009 a oggi. «Non è giusto fare distinzioni tra “buoni e cattivi”», ha spiegato Alessandro Tettamanti, «abbiamo partecipato attivamente alle mobilitazioni sulla costa contro la petrolizzazione e lo “Sblocca italia”.

«Non accettiamo neanche il discorso “se non protesti arrivano i soldi per ricostruire”», gli ha fatto eco Annalucia Bonanni «perché riteniamo invece che la ricostruzione sia un diritto. Questa è una città che stenta a ripartire, siamo in una situazione di regressione sociale ed economica, il 25 agosto abbiamo alzato la testa, e con noi c’erano i rappresentanti di varie vertenze, “no triv”, “no snam”, “no ombrina”, “no biomasse” e gli Studenti indipendenti, voci che si sono unite alla nostra». Gli esponenti del comitato 3e32 inoltre si dissociano dalla violenza emersa nel corso della visita di Renzi, e soprattutto dal lancio di qualche sampietrino e si sono detti anche «dispiaciuti per il ferimento della poliziotta finita a terra, una donna che era lì per lavorare. Per fortuna», spiega la Bonanni, «che ci sono le immagini di Repubblica.it a testimoniare che non sono stati i manifestanti a spintonarla». Erano presenti anche Francesca Aloisio(Legambiente) e Giorgio Bruno(Studenti indipendenti). (fab.i.)

fonte il Centro