Fonzi: vi racconto il mio concerto per Mandela
25 novembre 2018 Condividi

Fonzi: vi racconto il mio concerto per Mandela

In occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Nelson Mandela, il compositore aquilano Stefano Fonzi dirigerà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai in un’opera omaggio da lui composta, su indicazione del Moncalieri jazz Festival. L’opera musicale teatrale, dal titolo Madiba (il nomignolo col quale Nelson Mandela veniva chiamato all’interno del clan dell’etnia Xhosa) verrà eseguita in anteprima mondiale oggi, nell’Auditorium Toscanini della Rai di Torino. Sul palco solisti d’eccellenza come Fabrizio Bosso alla tromba, Rosario Giuliani al sax e l’attesissima Simphiwe Dana. La cantante sudafricana, attivista di Amnesty International nella campagna #Africaisnot4sale, farà parte della serata, insieme ad altri ospiti internazionali.

Il Moncalieri Jazz Festival ha, infatti, deciso di dedicare la sua ventunesima edizione al tema dei diritti umani e al ricordo dell’attivista sudafricano. La rassegna può vantare il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale nonché della Nelson Mandela Foundation, che in una lettera ha annunciato anche di promuovere l’iniziativa inserendola nel programma ufficiale del centenario come unico evento musicale italiano. Saranno presenti ospiti d’eccezione in rappresentanza della famiglia Mandela come: Ndileka Mandela, rappresentante della Thembelike Mandela Foundation e nipote del leader sudafricano e Zondwa Zoysile Gadaffi Mandela, per la Mandela Legacy Foundation. La serata sarà condotta da Marco Basso critico musicale de La Stampa.

Maestro Fonzi, che tipo di lavoro ha portato avanti?
Abbiamo ripercorso la straordinaria vita di Mandela in un percorso teatrale e musicale diviso in quattro quarti (circa 75 minuti la durata complessiva). Un omaggio incondizionato a un grande uomo e leader che ha dedicato la propria vita alla lotta all’apartheid e più in generale per i diritti umani. Il primo quadro lo vede al comando del movimento anti-apartheid; nel secondo si parla dell’arresto in carcere e la forza di continuare a lottare; quindi la liberazione e la carica di presidente; infine la guida del governo in Sudafrica e i grandi cambiamenti.

Mandela è stato liberato all’inizio degli anni novanta e nel 1993 è arrivato anche il Nobel per la pace. Ma questo è anche il periodo in cui lei porta avanti i suoi studi musicali, trasformando una semplice passione per le percussioni, da condividere con qualche amico nel garage della casa dei nonni a Caporciano, in un’attività strutturata che l’ha portato a dirigere orchestre importanti come la sinfonica della Rai. Come è entrato in contatto con la storia di “Madiba”? 
È impossibile non essere coinvolti in una vicenda personale, umana e allo stesso tempo universale come quella di Mandela. Non a caso, tantissimi artisti musicali hanno proposto tributi in chiave pop, rock. L’impegno, l’abnegazione e la capacità di guardare oltre, anche quando tutte le speranze sembrano perse, sono fonte di ispirazione per chiunque.

Quella forza che ritroviamo nell’omaggio di Clint Eastwood a Mandela e al poema victoriano Invictus. il tema musicale principale, composto dal figlio Kyle è stato indicato come “plagio”. Si trova d’accordo? 
Diciamo che è fortemente ispirato a qualcosa che già esisteva. Mi rendo conto che quando si compone musica ci si lascia suggestionare da qualcosa esistente. Non è affatto facile realizzare un tema originale e talvolta, quando si ha bisogno di mettere un accento in più, magari si recupera qualcosa già esistente.

Come ha composto l’opera?
Ho tenuto conto, anzitutto, di aver davanti musicisti come Fabrizio Bosso e ho orientato lo stile alle qualità solistiche. Ho inserito anche dei canti popolari sudafricani come Lakutshon’ Ilanga e Ntyilo Ntyilo. Sul palco si esibiranno artisti del calibro di Teo Ciavarella, Bruno Marcozzi, Giampaolo Petrini e Francesco Bertone per la parte ritmica. Potrò anche contare sul coro di voci bianche della scuola comunale di Musica di Mondovì diretto da Maurizio Fornero e il coro Gospel dei Sunshine Gospel Choir diretto da Alex Negro. Ci sarà la partecipazione straordinaria di Sara D’Amario,attrice e voce recitante, che leggerà testi tratti dall’autobiografia di Nelson Mandela e dalle lettere scritte durante la sua prigionia, adattati dal giornalista Giammaria Monti.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro