Nei peggiori bar dell’Aquila / 8
14 giugno 2018 Condividi

Nei peggiori bar dell’Aquila / 8

Follow the karaoke... attraverso quella linea sottile che unisce “i peggiori bar”. Ecco che arriva la Locomotiva, ultima tappa del tour di Virtù Quotidiane prima della pausa estiva.

“Non so che viso avesse / neppure come si chiamava / gli eroi son tutti giovani e belli“. E i volti dei nostri eroi, padre e figlio, li vedi ritratti sul muro di fronte all’ingresso principale: Marco Di Censo da un lato e dall’altro babbo Angelo, ex poliziotto originario della valle Subequana con la passione per i cantautori. Il riferimento a Guccini non è un caso, anche se siamo a due passi dalla ferrovia, nella stessa struttura che ospita il ristorante spagnolo, Andalucia e La vecchia stazione.

Seguiamo il karaoke, il mercoledì sera, con Carlo Ferrante alla consolle.

Lui sì che di cantautori se ne intende. De Andrè, Fossati, Bennato, anche lo stesso Guccini, portato sulle spalle dei Nomadi per la gioia di Manuel Briga.

Ecco, la presenza di Manuel è una sorta di garanzia di qualità. Conosce a memoria tutti gli appuntamenti del karaoke in giro per la Conca (compresi quelli di re Aglioti) e si presenta a tutte le serate, cambiando anche due consolle nella stessa serata all’occorrenza.

Al bancone c’è Marco, coadiuvato da una ragazza sudamericana. Classe 1986, ha ripreso il bar due anni fa, insieme a un punto tabaccheria. Non male come posizione strategica, considerando che poco più sopra c’è il mercato contadino che vende estratti di canapa. Il resto del locale è riempito da biliardi e biliardini, freccette e tavoli per giocare a carte.

Un’atmosfera friendly che un po’ ricorda il Cassius, un po’ il dopolavoro con serate illuminate dalla “fiaccola dell’anarchia” tanto per tornare a Guccini.

Lì incontri gli amici di sempre, gente che magari non vedevi da anni, tanti… troppi. Come Stefano Pilolli, ex compagno delle elementari.

Tu sei cambiato e lui ti si ricorda. Lui, invece, ti assicura di essere sempre uguale. “Che lavoro fai?” gli chiedo. “Sono il jolly… tutto quello che serve fare faccio, in una città da ricostruire”.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtù Quotidiane