Lithium 48, recensione su Lib(e)roLibro
2 aprile 2018 Condividi

Lithium 48, recensione su Lib(e)roLibro

Devo essere sincera, appena mi è arrivato questo libricino non gli avrei dato una “lira” di fiducia. La rilegatura non è delle mie preferite, si ha la sensazione di un opuscolo ben sviluppato, e purtroppo anche l’impaginazione non è delle migliori. Dalla sua ha una bellissima copertina.
Quindi inizio la lettura mal volentieri, ma mi devo ricredere!

La storia è quella di Simone, blogger e musicista di 23 anni e mezzo, che si racconta partendo da alcuni stralci della sua infanzia (in realtà flash d’infanzia riferiti sempre allo stesso periodo temporale, e cioè a quando Simone aveva cinque anni e mezzo), fino al lavoro in Francia e al suo crac psicologico.

Quando aveva sei anni credeva che la luna
sopra la sua testa lo seguisse
A nove decifrò l’illusione
scambiando la magia con la realtà
e senza tornare indietro
É così che ai fa un adulto?
Se solo sapesse ora
Ciò che sapeva allora…

Simone accetta un lavoro discretamente retribuito a Parigi, ed è proprio qui in un paese straniero che Simone si sente braccato seguito e perseguitato.

“Sono disorientato. Non so cosa stia accadendo intorno a me. La gente che incrocio è cambiata. Sono cambiato anche io, ma cerco di mantenermi integro nelle mie scelte.”

La sofferenza psico/fisica di Simone trapela da ogni parola scritta in Lithium 48.

L’angoscia e il malessere di un crollo psicologico così importante, quale una prima crisi psicotica nella sua parte più feroce non é cosa facile da descrivere, perché si rischia di cadere nel banale, e soprattutto nel comico, e credetemi di comico non hanno nulla momenti del genere.

La bravura, e merita un plauso grandissimo, di Fabio Iuliano è stata nel descrivere un momento catastrofico con la leggerezza del non sapere cosa stia realmente accadendo, sia per il protagonista, sia per chi gli è vicino.

L’agitazione e la tachicardia che il protagonista vive ti avvinghia l’anima, perché chi legge ha coscienza che nulla può, diffonde a un male tanto oscuro quando insidioso quale la bipolarità.

Un libricino Lirhium 48 che consiglio vivamente di leggere a tutti, perché prima o poi ci può capitare di incontrare sulla nostra strada qualcuno che si è smarrito e che ha solo bisogno di una mano per rialzarsi e non dell’indifferenza, che ancora c’è, nel trattare con persone che hanno un cedimento psicologico.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Fonte