Tricarico, parole che scivolano sotto la luna aquilana
6 ottobre 2017 Condividi

Tricarico, parole che scivolano sotto la luna aquilana

L’amore è incanto e ammirazione non è aspettative. C’era una volta un leone. Il suo amore gli chiese di diventare una gazzella e lui si fece gazzella. In quel mentre passò un leone affamato e se la mangiò. (Lui parla così del suo Paradiso)

No, non ce lo vedi uno come Francesco Tricarico a parlarti di geopolitica. E lui e il suo compagno di merende Michele Fazio non sono affatto credibili se raccontano che per venire all’Aquila in tempo utile hanno dovuto rinunciare a un invito in Corea del Nord da parte di Kim Jong-un. Molto più credibile, Tricarico quando parla di emozioni e racconta sogni.

Perché lui, il cantautore e artista milanese, davanti al pubblico di “Fratelli – Il Bacaro 2.0”, ha alternato alle sue canzoni uno storytelling semplice e originale, complice un’atmosfera intima all’interno di un format-live ormai consolidato.

Un’idea dei titolari, Pierluigi e Gianluca Ferrini, che da tempo hanno abbinato un percorso culturale alle loro offerte gastronomiche.

Canzoni sussurrate, parole soffuse, ricordi di infanzia in una scaletta che ha lasciato spazio a canzoni ormai ben note come “Voglio una vita tranquilla” e poi “Una cantante di musica leggera”, “Il motivetto”, “Stagioni”, “Ciao” e “Volo”.

Un songwriting piuttosto disomogeneo con arrangiamenti che aprono a contaminazioni varie, qui riproposti per pianoforte e voce.

Momento emozionale con “Paradiso” e con “Io sono Francesco”, introdotta da un lungo monologo-revival dei tempi di ammissione al Conservatorio.

E poi la fine con “Brillerà”, non prima di aver suonato “Da chi non te lo aspetti” che dà il titolo all’album e al tour. Il bassista dei Metrò, Federico Fontana (Alti Records) ha curato il sound.

Tricarico, classe 1971. Ha iniziato a suonare da giovanissimo e si è diplomato al Conservatorio di Milano. Ha girovagato con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi, si è esibito per qualche mese anche a Parigi.

Nel settembre 2000 esce il suo primo cd singolo dal titolo “Io sono Francesco”: una storia vera, ma non è importante sapere di chi. È una storia che riguarda tutti, è universale ed è antica come il sorriso e le lacrime.

Il cd singolo è un autentico successo: disco di platino, riconoscimenti e nomination (una al Pim come “Canzone dell’anno” e una agli Italian Music Awards prima e seconda edizione). Ad accoglierlo all’Aquila l’atmosfera magica di una luna (quasi-piena come dice lui) di altri tempi a illuminare il centro storico.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtù Quotidiane