Keith Haring, la mostra a Roma
“L’arte è vita. La vita è arte. L’importanza di entrambe è al tempo stesso esagerata e fraintesa. L’arte non ha un significato perché ne ha molti, infiniti. L’arte è diversa per ogni individuo, ed è definibile solo dal singolo individuo. Non esistono risposte fisse, solo domande”.
Basterebbero queste parole, tratte dai diari di Keith Haring, per raccontare la mostra che Roma gli dedica a Palazzo Braschi. Oltre 140 opere per attraversare l’universo di un artista che ha portato l’arte fuori dai musei, sui muri e nelle metropolitane di New York, mescolando cultura pop, musica, politica e impegno civile. I bambini radianti, i cani che abbaiano, le figure danzanti. Un linguaggio apparentemente semplice, capace di parlare di razzismo, sessualità, Aids, vita e morte.
Haring è morto nel 1990, a soli 31 anni. Ha lasciato immagini che riconosciamo ancora prima di sapere cosa vogliano dirci. E forse è proprio questo il punto: non devono necessariamente dirci tutti la stessa cosa.
Keith Haring, Museo di Roma – Palazzo Braschi. Fino all’11 aprile 2027.
