Setak e Romagnoli a Kathmandu, la musica incontra i bambini del Nepal
17 Ottobre 2026 Condividi

Setak e Romagnoli a Kathmandu, la musica incontra i bambini del Nepal

I bambini dipingono il fondale, imparano le parti, diventano attori di una canzone di Dario Fo. Succede a Kathmandu, in Nepal, dove Setak e Luca Romagnoli, voce dei Management del dolore post-operatorio, hanno portato la musica abruzzese e il teatro nell’ambito della spedizione scientifica Pyramid26, diretta dal fisiologo Vittore Verratti dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara.

Il progetto “A Jester on Sagarmatha – A Tribute to Dario Fo”, dedicato al centenario della nascita del Nobel, ha coinvolto anche il musicista Fabrizio Cesare, l’attore Icks Borea e l’artista visiva Lucia Sicuro. Alla Docs Foundation, struttura che accoglie bambini orfani o in condizioni di vulnerabilità, gli artisti hanno lavorato a uno spettacolo collettivo ispirato a “Ho visto un re”, il brano scritto da Fo e interpretato da Enzo Jannacci. I ragazzi hanno dipinto le scenografie e vestito i panni dei personaggi, partecipando alla costruzione della rappresentazione.

“Vedere Luca e Fabrizio lavorare in quel modo mi ha commosso profondamente, così come mi ha commosso riconoscere negli occhi dei bambini dell’orfanotrofio l’amore che provavano per loro”, racconta Nicola Pomponi, in arte Setak. “In qualche modo ci hanno insegnato cosa significa voler bene a fondo perduto”.

Il 9 ottobre il primo concerto, accompagnato da letture teatrali tratte dalle opere di Fo. Due giorni dopo, al Museo della Musica Folk Nepalese, la musica di Romagnoli e i versi in dialetto abruzzese di Setak si sono intrecciati con quelli degli artisti locali. Tra loro la cantante Rekha Shah e il flautista Ratna BK.

“Questo lunghissimo viaggio mi ha fatto ricordare qual è il senso più profondo dell’arte: non celebrare sé stessi, ma creare uno spazio in cui incontrarsi”, osserva Romagnoli. “Bisogna attraversare i confini per cancellarli, rovesciare le prospettive, dare voce a chi non ne ha”.

La spedizione Pyramid26 ha raggiunto il Laboratorio Piramide, a 5.050 metri ai piedi dell’Everest, per studiare come l’organismo reagisce alla progressiva riduzione dell’ossigeno. Coinvolte le università d’Annunzio di Chieti-Pescara e dell’Aquila, quest’ultima impegnata in un programma di ricerca sul sonno.

A documentare il viaggio anche il fotoreportage di Stefano Ardito, autore delle immagini che accompagnano questo articolo.

Setak torna con il ricordo dei bambini e di Kathmandu, del traffico e della spiritualità, della povertà che convive con la ricchezza. “Quando entro in contatto con un’altra cultura mi saltano tutti i riferimenti”, racconta. E della città conserva un’immagine precisa: “Un meraviglioso disordine che mi porterò sempre nel cuore”.

di Fabio Iuliano – fonte Ansa / Centro / L’Aquila Blog

Foto: Stefano Ardito

Tags nepal, setak