“Che cosa è il fascismo”, Mauri e la macchina scenica della propaganda
27 Settembre 2026 Condividi

“Che cosa è il fascismo”, Mauri e la macchina scenica della propaganda

Prima la scena seduce. Corpi giovani, figure femminili, gesti composti, esercizi, colori, ordine. Poi il ritmo cambia, la disciplina prende il sopravvento e la marcia conduce fino ai rumori della guerra. È su questa progressione che si muove “Che cosa è il fascismo”, la storica performance di Fabio Mauri riproposta all’Istituto “Amedeo d’Aosta” dell’Aquila. L’opera del 1971 è tornata in occasione della mostra “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini al Maxxi L’Aquila. La regia della riedizione è di Giancarlo Gentilucci.

Alla base della performance c’è la messa in scena della “Festa in onore del generale Ernst Von Hussel di passaggio per Roma”, pensata da Mauri come una cerimonia fascista fatta di esercizi, gare, canti, ordini e rituali collettivi. Il riferimento storico è invece quello dei Ludi Juveniles svoltisi a Firenze nel 1938 durante la visita di Hitler, ai quali Mauri partecipò, insieme a Pier Paolo Pasolini, nella squadra di Bologna.

Nella palestra il pubblico viene diviso per categorie e accompagnato ai posti. Al centro si susseguono esercizi ginnici, scherma, pattinaggio, sbandieratori, canti e ordini attorno alla grande piattaforma rossa con la svastica. La forza del dispositivo sta proprio nel fatto che non parte dallo squadrismo, dalla repressione o dalle leggi razziali: passa dalla bellezza dei corpi, dalla ritualità, dall’idea di comunità e dall’ordine.

Poi entrano le parole della mistica fascista: Stato, nazione, disciplina, razza, il richiamo alle radici greche e romane.

Elementi che appartengono anche alla storia di una civiltà, ma che dentro una macchina ideologica possono essere piegati a distinguere, gerarchizzare, escludere.

Nel finale la marcia torna a imporsi e sfocia nei suoni della guerra. È anche qui il punto di Mauri: mostrare quanto possa accorciarsi la distanza tra una scena capace di attrarre, un’idea di ordine condiviso e ciò che quella costruzione può preparare. La marcia, alla fine, non lascia il rischio confinato al passato.

Y3M