Street Science Running, l’onda gialla tra le salite del centro
Per correre sei chilometri all’Aquila senza uscire dal perimetro del centro bisogna avere un po’ di fantasia. Ne sono consapevoli gli organizzatori che, nell’ultimare il tracciato della Street Science Running, devono però avere avuto anche qualche conto in sospeso con qualche partecipante. Noi ci presentiamo in oltre cinquecento, maglietta gialla e fiducia nell’università, alla partenza in piazza San Basilio, tra il Dipartimento di Scienze umane e il Centro congressi “Luigi Zordan”.
Dopo il Trek&Flag tra Santo Stefano e Calascio la corsa e passeggiata non competitiva organizzata da Univaq e Gssi apre di fatto l’undicesima edizione di Street Science, la settimana dedicata alla divulgazione scientifica. Si può scegliere: sei chilometri, un giro, oppure dodici, ripassando dappertutto. Anche sulle salite.
Sul palco Elio Ursini e Claudio Alfonsetti. Il primo può contare sul consueto supporto di mamma Barbara e papà Francesco. Tra i partecipanti c’è il rettore Fabio Graziosi, con il pettorale speciale 00, mentre lo 000 è andato al direttore amministrativo Pietro Di Benedetto. Protezione civile Pivec, Pro loco Coppito, Misericordia e polizia locale danno supporto all’organizzazione.
Prima del via, dalla consolle, dj Luca Chiappini spara Wonderwall degli Oasis. Il percorso, però, anche quest’anno è più cervellotico di una canzone dei Radiohead. Scelgo i dodici chilometri: certe cose, al primo ascolto, non si capiscono. Alle dieci in punto si parte. Viale Nizza, via della Genca fino alla Fontana Luminosa, poi piazza Regina Margherita e via Assergi. Il gruppo si infila in via dei Sali e via Sinizzo, raggiunge piazza del Teatro. Da via Verdi si va giù attraverso via Santa Maria di Farfa, poi si risale per via Fortebraccio. C’è chi corre e chi cammina, ciascuno con il proprio passo.
SFOGLIA: LE CLASSIFICHE COMPLETE
Via Lepidi, via delle Grazie, via San Bernardino e ancora via Verdi. Sul corso Vittorio Emanuele troviamo bancarelle, turisti, confraternite in parata, gente a passeggio con gli animali domestici. Si passa dove c’è spazio, dentro una domenica che va avanti anche senza di noi.
Un uomo strattona il suo cagnolone nero al guinzaglio e me lo piazza davanti. Il cane, non colpevole, non ha scelto la traiettoria, ma finisce sotto i miei stinchi. Il proprietario mi guarda storto, faccio finta di nulla e riprendo a correre. Piccola nota a margine: se tu, camicia nera, pantaloni militari, barba incolta e sguardo arcigno, dovessi leggere questo pezzo e riconoscerti nella descrizione, sappi che ogni riferimento è puramente casuale.
Attraversiamo piazza Duomo e prendiamo via Cimino, poi ancora via delle Grazie, via Santa Giusta e via San Michele, verso la villa Comunale. Passiamo davanti all’Emiciclo e alla nuova statua di Ai Weiwei con la carriola, già al centro dell’immancabile dibattito social. Stavolta le passo accanto senza dover dire la mia.

Rientriamo da corso Federico II in piazza Duomo, ma dura poco. Via dell’Arcivescovado, via San Marciano, via dei Ghibellini, via Monteluco e via del Cardinale ci portano a via Cesura. Di fronte si vede già la gente che risale via Sassa. La tentazione di tirare dritto sotto il tunnel di ponteggi è forte: pochi passi e saremmo di nuovo insieme. Invece prevale l’onestà e ci prendiamo tutta la chicane: via Sant’Antonio Pinto, via Fontesecco, via Sallustio e finalmente via Sassa. Primo vero gran premio della montagna.
Di nuovo piazza Duomo, giusto il tempo di imboccare i vicoli verso piazza Machilone e piazza Palazzo. Torniamo su via Sallustio e risaliamo via Camponeschi. Un taglia e cuci che ti fa perdere il conto delle svolte, anche se queste strade le conosci. L’avevo detto che era cervellotico.
Raggiungiamo palazzo Camponeschi, sede del rettorato, poi via Bafile e via Cascina: l’ultima vera salita del circuito. Da lì via Garibaldi, piazza Santa Maria Paganica, via Sant’Amico e via San Basilio. Per chi ha scelto i sei chilometri è finita. Agli altri tocca ricominciare, stavolta sapendo cosa li aspetta.

I risultati. La formula è non competitiva, ma il cronometro registra comunque gli arrivi. Sui sei chilometri Matteo Panepucci chiude in 26’35”, davanti a Fabrizio Tennina e Francesco Panella. Tra le donne Camilla Oliva è prima in 29’39”, seguita da Francesca Boccabella e Selene Patrignani.
Sulla distanza doppia Valentin Scheiermann arriva in 50’14”, seguito da Matteo Ventulini e Marco Di Giacinto. Il podio femminile premia Silvia Volpe, prima in 1h04’27”, Cecilia Colicchia e Manuela Persia. Alle premiazioni partecipa anche il prof Alfonso Forgione, coordinatore scientifico di Street Science.
Io finisco ventisettesimo tra gli uomini sui dodici chilometri. Via Cascina l’ho fatta due volte. Il tunnel sotto i ponteggi, neanche una. Va detto che la dicitura “non competitiva” non ha tolto un metro di pendenza.
di Fabio Iuliano / articolo uscito su L’Aquila Blog / il Centro / Ansa

