Dalle macerie a Capitale della Cultura, Ricotti presenta il suo saggio
24 Agosto 2026 Condividi

Dalle macerie a Capitale della Cultura, Ricotti presenta il suo saggio

Diciassette anni dopo il terremoto, la ricostruzione può essere letta anche come una lunga biografia della città. Antonello Ricotti la racconta intrecciando immagini, cantieri, memoria e trasformazioni nel volume *“L’Aquila, dalle Macerie a Capitale della Cultura – Immagini di un viaggio verso la Ricostruzione”*. Due le presentazioni in programma nei giorni della Perdonanza celestiniana: mercoledì 26 agosto alle 18 a Palazzo Spaventa e giovedì 27, alla stessa ora, a Casa Onna. Il punto di partenza resta il 6 aprile 2009. Il libro guarda però soprattutto a ciò che è venuto dopo. Ai cantieri, alle regole, alle scelte tecniche.

Alla città che nel frattempo ha cambiato forma, ritrovato pezzi di sé, discusso a lungo su come ricostruirli. Pubblicato da Shironeko Limited, il volume procede su due piani. C’è il racconto per immagini e c’è il mestiere dell’ingegnere, con il suo corredo meno poetico e molto concreto di norme, procedure, progetti, problemi da risolvere. La prima presentazione si terrà a Palazzo Spaventa, in via Andrea Bafile 15. L’incontro è organizzato dall’associazione culturale “L’Aquila Incontra”, presieduta da Fabrizia Aquilio, e sarà moderato dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola. Ricotti dialogherà con Filippo La Porta, saggista, giornalista e critico letterario. Il giorno dopo il libro arriverà a Onna.

Un luogo che, dentro questa storia, non ha bisogno di molte spiegazioni. A Casa Onna l’incontro sarà introdotto da Fabrizia Aquilio e moderato dal giornalista e scrittore Giustino Parisse. “Sono davvero orgoglioso di presentare per la prima volta questo lavoro proprio nella mia città, che ne è la protagonista”, afferma Ricotti. “Questo incontro mi offre la possibilità di ripercorrere la rinascita dell’Aquila, che ho raccontato con l’intento di valorizzarne la portata culturale e collettiva”. Il titolo porta il racconto fino al presente, all’anno della Capitale italiana della Cultura. Più che un traguardo, nel libro diventa un punto da cui voltarsi e misurare la strada percorsa. La prima parte è dedicata al terremoto e al peso lasciato sulla memoria della città e del territorio. Poi arriva la ricostruzione. Tra i passaggi c’è anche un parallelo con Gibellina, colpita dal terremoto del Belice nel 1968 e diventata negli anni uno dei casi più studiati nel rapporto tra distruzione, rinascita e produzione culturale.

La seconda parte cambia passo. Entrano il quadro normativo, le procedure operative, i cantieri. È la porzione più tecnica del volume, quella in cui il punto di vista di Ricotti si lega direttamente a una lunga esperienza professionale dentro il processo di ricostruzione. Nella prefazione Angelo De Nicola parla di “uno dei più complessi, controversi e straordinari processi di ricostruzione del Dopoguerra europeo”. Il libro prova a starci dentro senza ridurre tutto a una sequenza celebrativa. Perché tra il progetto e la città finita ci sono stati anni di pratiche, ritardi, scelte, correzioni e lavori che oggi, passeggiando in centro, si vedono molto meno. Nato all’Aquila nel 1950, Antonello Ricotti è ingegnere civile e lavora da oltre cinquant’anni tra L’Aquila e Roma. Nella Capitale ha partecipato alla realizzazione del Nuovo Centro Congressi dell’Eur “La Nuvola”, progettato da Massimiliano Fuksas, del complesso sportivo Aquaniene per i Mondiali di nuoto del 2009 e alla ristrutturazione del Palazzo dello Sport progettato da Pier Luigi Nervi. Ha lavorato inoltre a opere collegate all’Alta Velocità e, all’Aquila, alla realizzazione e al recupero di edifici pubblici e privati, tra cui interventi legati all’aeroporto e alla Scuola Ispettori della Guardia di Finanza. Nel dopo sisma ha operato a lungo insieme a Volfango Millimaggi, collega e compagno di studio scomparso nel 2013. A lui è dedicato il volume.

di Fabio Iuliano – articolo apparso su Centro / Ansa / L’Aquila Blog