Il bar delle storie non dette a Sulmona
Nella casa di reclusione di Sulmona il teatro è tornato a farsi spazio di ascolto e confronto con ‘Il bar delle storie non dette’, saggio teatrale realizzato dai detenuti nell’ambito del laboratorio curato da Pietro Becattini. Lo spettacolo, scritto e diretto dallo stesso Becattini con la partecipazione dell’attrice Maria Francesca Galasso, è andato in scena all’interno dell’istituto penitenziario.
Il progetto è stato realizzato con il Cpia L’Aquila e con il sostegno della Fondazione Carispaq. Alla rappresentazione hanno partecipato, tra gli altri, il direttore del carcere di Sulmona, Stefano Liberatore, la responsabile dell’area educativa Elisabetta Santolamazza, la garante regionale dei detenuti Monia Scalera, la presidente del Tribunale di sorveglianza dell’Aquila Mariarosaria Parruti, la dirigente del Cpia L’Aquila Alessandra De Cecchis, e le docenti del Cpia Antonella Iulianella e Concetta Berlantini.
Al centro della rappresentazione un bar fuori dal tempo, ispirato alle suggestioni di Stefano Benni e alle domande di Luigi Pirandello sull’identità. Uno spazio sospeso in cui arrivano persone che hanno perso qualcosa: la voce, la direzione, la musica interiore o il senso di sé. Nel bar lavora una figura particolare, la Morte, rappresentata come una “Catrina messicana”. Non spaventa e non giudica, ma osserva e accoglie. Accanto a lei si muove Tiresia, cieco eppure capace di vedere l’essenziale, presenza che attraversa le storie senza chiuderle in una risposta definitiva.
Il lavoro portato in scena dagli allievi del laboratorio alterna momenti intensi e passaggi più leggeri, costruendo un percorso sulle fragilità, sulle maschere e sul modo in cui ciascuno racconta se stesso agli altri. Il teatro diventa così esercizio di esposizione e consapevolezza, dentro un luogo in cui le parole assumono un peso particolare. Il testo è denso di domande che accompagnano, che aprono possibilità e che trasformano il palcoscenico in uno spazio di relazione, dove il tempo, il silenzio e la parola provano a restituire forma a ciò che spesso resta nascosto.
