Oltre 70 opere all’Aquila, ecco l’Asta creativa per la campagna “100×100 Gaza”
27 Febbraio 2026 Condividi

Oltre 70 opere all’Aquila, ecco l’Asta creativa per la campagna “100×100 Gaza”

Tele, stampe, fotografie, sculture: pezzi diversi, stessa direzione. “Asta creativa” mette insieme più di 70 opere donate da artiste e artisti, in gran parte del territorio, per una raccolta fondi a sostegno della campagna “100×100 Gaza”, sabato 28 febbraio a Piazza d’Arti. La giornata di sabato avrà inizio alle ore 11 nella sede del Mu.Sp.A.C. con l’apertura dell’esposizione: sarà possibile visionare le opere donate, che spaziano tra generi diversi, da sculture a dipinti, da illustrazioni a installazioni, da autoproduzioni artigianali a libri. Diverse anche le esperienze di autrici ed autori protagonisti, da professionisti affermati a giovanissimi artisti in erba.

Questi gli artisti che hanno donato una o più opere: Sandra Antonelli, Piergiorgio Asuni, Lorenzo Bracalente, Gian Marco Brugnoli, Alice Cacciapuoti, Claudia Igina Califano, Alessandra Carducci, Mariangela Centofanti, Sabrina Ciabini, Felicia Ciancia, Lea Contestabile, Francesca Corneli, Marco De Angelis, Giulia De Simone, Otmar Dresel, Isabella Dresel, Simone Esposito, Stefano Feliciangeli, Radostin Valentino Gallucci, Giuseppina Genitti, Carlo Giancarli, Ornella Giampietro, Giampiero Gigliozzi, Daniele Giuliani, Mirella Liberatore, Maria Gabriella Ludovici, Claudio Marchione, Giuditta Marconi, Maria Cristina Parenti, Angela Partenza, Paolo Perna, Luca Pettarelli, Linda Pezzano, Richard Phalippon, Rosanna Pichelli, Roberto Pietropaoli, Massimo Piunti, Antonio Porto, Angela Rossi, Fabrizio M. Rossi, Maria Cristina Scarsella, Giuliana Spagnoli, Emanuele Sponta, oltre a una donazione di Silvana Matta e di Alberto Aleandri.

“Gli artisti hanno sempre riflettuto su queste tematiche”, valuta Martina Sconci (Mu.Sp.A.C.), “ne cito solamente due: Fabio Mauri ha affrontato il conflitto non come semplice soggetto iconografico, ma come nodo storico, politico e morale. Nelle sue opere, la guerra diventa memoria attiva, responsabilità collettiva, riflessione sui meccanismi dell’ideologia e della propaganda. Il suo lavoro ci ricorda che l’arte non è mai neutrale: è uno spazio critico in cui la coscienza si forma e si mette alla prova. Accanto a lui, il percorso di Alberto Burri offre un’altra prospettiva fondamentale. Medico durante la Seconda guerra mondiale e poi prigioniero in Texas, Burri ha trasformato la ferita in linguaggio artistico: le combustioni, le plastiche bruciate, i sacchi lacerati evocano corpi, cicatrici, macerie. La materia stessa diventa testimonianza, superficie segnata dal trauma, metafora concreta di distruzione e ricostruzione. Attraverso esperienze e linguaggi differenti, questi artisti mostrano come l’arte possa farsi strumento di analisi, memoria e consapevolezza, offrendo chiavi di lettura indispensabili per comprendere il nostro tempo. Ecco perché alla proposta del Circolo Querencia abbiamo risposto subito in modo positivo perché crediamo che l’arte abbia sempre un ruolo importante in questo contesto”.

Massimo Piunti

Dopo un momento conviviale con assaggi di cucina palestinese, con i suoi profumi e sapori inebrianti, alle ore 16 si darà avvio all’asta creativa, condotta da Giulio Votta, un performer che accompagnerà i presenti nella ricerca della propria opera. Sarà una vera e propria asta e ogni opera sarà aggiudicata al miglior offerente. Saranno presenti anche opere a contributo fisso, come riproduzioni e piccolo artigianato, accessibili a tutti, perché ogni contributo risulterà fondamentale per la causa.

L’asta sarà accompagnata anche da momenti performativi con musica e reading che altri artisti hanno voluto donare per la causa palestinese, consentendo di vivere una giornata ricca di stimoli e di esperienze condivise. Doneranno un proprio intervento artistico: Francesca Catenacci (The Colleagues), Domenico Capanna, Francesco Cardilli, Cervo Zoppo, Diletta De Santis, Gemma Maria La Cecilia, Claudio Marchione, Fabrizio Pompei.

Tutti i fondi raccolti andranno a finanziare la campagna “100×100 Gaza”, sostenuta da Acs ong, Arci, Gaza Freestyle, Progetto Rec, nata nel 2025 per rispondere collettivamente alla catastrofe provocata dal genocidio inflitto da Israele alla popolazione di Gaza. L’iniziativa ha saputo unire azione diretta, consapevolezza e solidarietà, ribadendo che di fronte a distruzione e sofferenza non si può restare indifferenti, ma diventa urgente prendere posizione come dovere civile, politico e umano.