Il 99° giuramento dei Vigili del Fuoco
La cerimonia per il 99° giuramento degli 880 allievi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco parte con le sedie ancora vuote al centro del palco delle autorità. Migliaia di persone da un lato all’altro di piazza Duomo e uomini in divisa che si preparano per dar seguito al programma che prevede, tra l’altro, lo srotolamento in acrobazia di una grande bandiera tricolore sulla facciata del Duomo in ricostruzione. Gli occhi del pubblico puntano a capo e piedi Piazza. L’attesa e la curiosità per l’arrivo della premier Giorgia Meloni crescono, passato mezzogiorno.
AL PARCO DELLA MEMORIA. Quasi tutti i presenti sono ignari che il suo elicottero, proveniente da Ortona, dove ha accolto l’arrivo della nave scuola Amerigo Vespucci, è già atterrato all’Aeroporto dei Parchi e che, prima di raggiungere l’area della cerimonia, Meloni ha scelto di rendere un omaggio alle 309 vite spezzate dal sisma al Parco della Memoria, il monumento di piazzale Paoli. Con lei anche il sindaco Pierluigi Biondi, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il presidente della Regione, Marco Marsilio. Dal primo cittadino riceve la spilletta con il fiore del ricordo. Ricambia, dal canto suo, con delle rose bianche da lasciare sul monumento. C’è tempo per scambiare qualche parola con alcuni familiari delle vittime del sisma e per abbracciare Suor Mirella Del Vecchio. Ad accompagnare l’omaggio, il picchetto formato dagli allievi del 100° Corso, accompagnati dal trombettista della banda del Corpo nazionale, chiamato a suonare il silenzio.
LA NOSTRA SPOON RIVER. Un silenzio sfidato solo dall’acqua che scorre dalle fontane del Parco, intrappolate tra le strutture di metallo e ruggine, dove sono incisi i nomi delle vittime. «Questa è la nostra Spoon River e i Vigili del fuoco ne sono stati testimoni», dirà Biondi dal palco, tirando in ballo Edgar Lee Masters. «Rammentando il film di quei giorni di passione, in ogni angolo ferito della città e del territorio aquilano», dirà poi il sindaco in un altro passaggio, «si vedono i Vigili del fuoco con l’armatura d’ordinanza, instancabili funamboli, stuntman per necessità, portatori di pìetas. Ecco l’elicottero bianco e rosso, eccoli arrampicati sulle funi o sui carrelli, fissati sul braccio di una gru, per verificare le condizioni della cupola del Valadier; eccoli scavare “a mani nude”, per non provocare ulteriori danni a chi è rimasto intrappolato, tra le macerie della Casa dello Studente o tra le rovine della basilica di Santa Maria di Collemaggio: loro e ancora loro».
L’AQUILA OLTRE IL SOCCORSO. In piazza, gli interventi che si alternano traducono in parole le immagini di un video celebrativo proiettato dai maxischermi. Si intitola “L’Aquila oltre il soccorso”. Nel prendere posto, dopo aver passato in rassegna gli schieramenti, la premier ha il tempo di seguire la proiezione. I suoi occhi brillano mentre il montaggio ripropone alcuni tra i momenti più tragici di quella notte di sedici anni fa. Ad accogliere Meloni e Piantedosi in piazza Duomo c’è il capo del corpo dei Vigili del fuoco, Eros Mannino, il comandante del corpo di armata Franco Federici. Sul palco, tra gli altri, anche il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, i senatori Etel Sigismondi e Guido Liris, il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, il direttore regionale Vigili del fuoco, Gennaro Tornatore, il direttore centrale, Domenico Di Bartolomeo.
VITTIME E SOCCORRITORI. «Per la prima volta», ricorda Mannino, «il giuramento della nostra storica scuola non si svolge a Roma, ma in questa città, in questa splendida piazza. A L’Aquila, nelle drammatiche ore del terremoto, il corpo era qui sin da subito, per dare risposta allo sgomento, con uomini e mezzi arrivati da ogni parte d’Italia. Per molti di noi, me compreso, si sono intrecciate storie di vita vissuta. In quei momenti terribili del sisma eravamo vittime e soccorritori». Alle sue parole fanno eco quelle di Tornatore. «In questa piazza», ricorda, «abbiamo montato tutto quello che occorreva per fare la cerchiatura degli edifici inagibili e per il loro puntellamento. Qui erano stoccati tutti i materiali che le squadre dei Vigili del fuoco venivano a prendere per poter operare. Siamo orgogliosi di aver operato anche per far sì che ora questa città è stata splendidamente restaurata. Ultimo tassello sarà la scuola di formazione, che contiamo di realizzarla nel più breve tempo possibile, tenuto conto che ci sono i finanziamenti». Il Centro di formazione nazionale, da realizzare nella frazione di Sassa, attende l’inizio dei lavori con 35 milioni di euro già disponibili e progetto approvato.
OLTRE 216.000 INTERVENTI. Nel prendere la parola, il ministro Piantedosi ricorda che «nei giorni del terremoto, il corpo dei Vigili del fuoco ha lavorato senza sosta, con abnegazione, generosità, con una mobilitazione straordinaria. Solo nel primo anno, qui, i vigili del fuoco hanno effettuato ben 216.000 interventi. Il progetto della realizzazione di un centro di formazione rafforzerà questo legame, offrendo formazione di eccellenza». Mentre parla, la sua attenzione è richiamata dal pubblico perché una persona ha un malore, dovuto al sole e alla ressa. Non è l’unico malore che registra la mattinata.
LE REAZIONI. Entusiasmo e gratitudine per Liris e Sigismondi. «È un momento molto importante e toccante, per la città, c’è un legame profondo di gratitudine per i vigili del fuoco che, nei momenti difficili, ci sono sempre stati e sempre ci saranno», sottolinea Liris. «I Vigili del fuoco sono cittadini onorari dell’Aquila, dopo essere stati angeli custodi nella drammatica fase del terremoto. Hanno rappresentato la prima presenza dello Stato nel pieno dell’emergenza. A loro ci aggrappammo con tutte le forze. Ed è bello vederli qui ora, nel segno del 99, del loro giuramento e numero simbolo della città», aggiunge Sigismondi. Tra i presenti anche il Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli. «La professionalità, il valore e lo spirito di servizio dei nostri Vigili del Fuoco sono un patrimonio riconosciuto tanto dalle istituzioni quanto dai cittadini», valuta. «Ciò è particolarmente vero qui a L’Aquila, dove il lavoro encomiabile e senza sosta svolto in occasione del sisma del 2009 ha creato un legame profondo tra il Corpo e la città. I Vigili del Fuoco hanno poi svolto un servizio altrettanto fondamentale in occasione della drammatica sequenza sismica avvenuta nell’Appennino centrale tra il 2016 e il 2017 e, in quella occasione, ho potuto personalmente constatare la loro dedizione e le capacità. Tra i 34 interventi attualmente in corso per la riparazione o ricostruzione di caserme nel cratere 2016», rileva, «due, in particolare, riguardano anche i Vigili del Fuoco. Si tratta dei lavori di manutenzione straordinaria delle caserme Teramo e di Camerino, che speriamo di restituire quanto prima al Corpo così da consentire al suo personale di operare in strutture più moderne e sicure. Il lavoro di ricostruzione e rinascita prosegue, sapendo di poter contare sempre su chi è pronto a intervenire nei casi di emergenza». A impreziosire lo spettacolo anche il volo radente di un elicottero in dotazione.
