Petrilli scrive a Cospito: “La tua denuncia è chiara, ora non morire”
27 Febbraio 2023 Condividi

Petrilli scrive a Cospito: “La tua denuncia è chiara, ora non morire”

“Gentile Alfredo Cospito, interrompi lo sciopero della fame, decidi di seguitare a vivere, la tua denuncia contro il carcere speciale, contro quello che produce a un individuo è chiara. Lo hai fatto in modo incisivo. Ora salvaguarda la tua vita!”.

Così scrive, in una lettera aperta all’anarchico insurrezionalista pescarese Alfredo Cospito, rinchiuso al 41 bis e a rischio della vita per lo sciopero della fame, Giulio Petrilli, ex segretario provinciale Prc L’Aquila, ora portavoce del Comitato per il diritto al risarcimento a tutti gli assolti. Ha scontato sei anni di carcere duro con l’accusa di essere militante delle Brigate Rosse, per poi uscire assolto da ogni addebito.

“Io a vent’anni l’ho provato per diversi anni e lo conosco – scrive Petrilli – Quindi ti capisco, lascia dei segni durissimi sulle persone. Ma ora decidi di non morire. Interrompi lo sciopero della fame. Vorrei dirti che hai dato tanto, ma rifletti, anche, che la vera rivoluzione oggi è quella pacifista, contro tutte le guerre, per un mondo migliore! Mi permetto in questo momento delicatissimo per te di invitarti a riflettere. La vita è una! Interrompi lo sciopero della fame! La tua battaglia già l’hai condotta! Non arrivare alle estreme conseguenze! Io per sei anni sono stato sotto il 41 bis e so i suoi effetti. Ma è più giusto vivere che morire! Come te non lo ha denunciato nessuno. Non decidere di morire!”.

Y3M

Foto Ichigo121212 su Pixabay