Carmela Scotti: la mia Catena salvata dalla natura
24 febbraio 2018 Condividi

Carmela Scotti: la mia Catena salvata dalla natura

Nuovo incontro d’autore per la libreria Maccarrone all’Aquila dopo il premio Campiello Pino Roveredo. Sabato 3 marzo, alle 18 fa tappa nel capoluogo la scrittrice Carmela Scotti, per presentare il suo libro d’esordio, “L’imperfetta”, edito da Garzanti, finalista al Premio Calvino. Il romanzo è ambientato nella Sicilia di fine Ottocento, e ha per protagonista Catena Dolce, primogenita di una famiglia di contadini. La storia è segnata dalla morte del padre della ragazza, un evento che segna la sua vita tanto da spaccarla in due: un prima e un dopo. Tutta la vita di Catena è un contrasto di luci e ombre, conoscenza e ignoranza, bianco e nero. Per la giovane la notte è sempre stata un rifugio speciale. Un rifugio tra le braccia di suo padre, per disegnare insieme le costellazioni incastonate nel cielo, imparare i nomi delle stelle più lontane e delle erbe curative, leggere libri colmi di storie fantastiche.

Ma da quando suo padre non c’è più, Catena ha imparato che la notte può anche fare paura e può nascondere ombre oscure. L’ombra delle mani della madre che la obbligano al duro lavoro nei campi e le impediscono di leggere, quella degli occhi gelidi e inquieti dello zio che la inseguono negli angoli più remoti della casa. Di qui la scelta di fuggire nel bosco, dove Catena cerca riparo con la sola compagnia dei suoi libri.

«Delineato il personaggio di Catena», spiega la giovane scrittrice siciliana, «ho immaginato di farla partire portandosi appresso il fardello di un gesto disperato e di farla interagire con una natura che con lei non sarà mai madre ma sempre matrigna, e con la quale, nonostante tutto, Catena, “magara” e selvaggia, riesce ad instaurare un legame salvifico». Nel suo rifugio, fatto di un cielo di foglie e di rami intrecciati, la ragazza non è ancora al sicuro. La stanno cercando e per salvarsi Catena deve ridisegnare la sua vita, la vita di una bambina che è dovuta crescere troppo in fretta, ma che può ancora amare di un amore forse imperfetto, ma forte come il vento. All’Aquila, l’autrice dialogherà con Stefano Carnicelli, mentre la giornalista Barbara Bologna sarà voce narrante su un accompagnamento musicale di Andrea Petricca.

«Il romanzo si snoda lungo i percorsi di una doppia narrazione alternata in prima persona», scrive Carnicelli in una recensione del romanzo. «Da una parte abbiamo la storia che avanza, dall’altra l’ingombrante presente che volge verso la fine. In questi diversi ambiti temporali, l’autrice muove in modo pregevole la sua scrittura. La narrazione è trascinante, bella e decisa. Una scrittura che fa riflettere su tematiche importanti come la condizione della donna e le violenze subite, la situazione nelle carceri, la passione per i libri e la lettura, quest’ultima, vera forza salvifica di una condizione umana altrimenti disperata». Per la Scotti si tratta della prima volta all’Aquila. «Non sono stata tante volte in Abruzzo», racconta la giovane scrittrice, «ma mi è rimasta nel cuore una breve vacanza passata tanti anni fa a Roccaraso, quando ero poco più che una bambina. Ricordo di aver riportato con me da quei giorni una sensazione di bellezza e di grandissima umanità che, anni dopo, leggendo Primo Levi, ho ritrovato intatta nelle sue parole: “Epperò, dopo aver visto e conosciuto l’Abruzzo, ho detto e ripeto io: Abruzzo forte e gentile”. Scontato dire», aggiunge, «che il terribile terremoto che ha colpito L’Aquila, ha sconquassato non solo un territorio e un’intera comunità, ma anche i cuori e le coscienze di chi, come me, a quella devastazione ha assistito inerte, vedendo le immagini scorrere attraverso lo schermo di un televisore. Una tragedia simile parla già da sola, e grida forte attraverso le fredde cifre che elencano vittime, ferite e danni, e posso solo immaginare quanto sia difficile rialzare la testa e cercare di riprendere le fila della propria vita quando tutto quello che avevi, tutti i tuoi affetti, il tuo passato e i tuoi ricordi, sono sotto un cumulo di macerie. La mia speranza è che si riesca a restituire ai residenti, al di là delle promesse non mantenute e di quelle irrealizzabili, la loro vita e la loro dignità. Che si possa, da quelle macerie, cominciare davvero a ricostruire il futuro».

Carmela Scotti si è diplomata in pittura e fotografia all’Accademia di Belle arti di Palermo. Oggi, dopo aver vissuto a Palermo, Roma e Milano facendo i mestieri più diversi, vive in Brianza e collabora con i settimanali Cronaca Vera e Tu Style». “Chiedi al cielo” è il suo secondo libro.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro