Gli aiuti spontanei alla mensa
8 Gennaio 2026 Condividi

Gli aiuti spontanei alla mensa

“Non avrei mai immaginato questo afflusso di gente (alla Mensa dei poveri per sostenere i migranti): vuol dire che c’è anche un’altra città, una città del cuore, una città dell’amore. Mi sembra di rivedere quando padre Quirino faceva le sue manifestazioni, bellissime e che ci mancano tantissimo: la gente era numerosa, numerosissima, perché sapeva parlare al cuore della gente, sapeva dire quello che era giusto e quello che no. La gente capiva e gli voleva bene per questo.

Quel ricordo è ancora presente qui. È lui che vi chiama oggi attorno a un problema che è di tutta Italia, di tutto il mondo, di tutta l’Europa: un problema di serietà, di verità e di accoglienza. Un’accoglienza fatta con il cuore e con la mente, perché un gesto di amore oggi segna le vite future di questi ragazzi: molti riconosceranno l’accoglienza, saranno inseriti nella nostra civiltà, nel nostro Paese, e saranno i cittadini del domani.

Se trovano all’inizio un segno d’amore, sapranno rispondere a quel seme. Se trovano invece un segno di odio, saranno portati ad odiare nella società futura. E io mi preoccupo per i miei nipoti: è un fatto di convenienza, signori. Questi saranno comunque inevitabilmente i futuri cittadini della nostra Italia. Come ne vogliamo trattare i futuri cittadini della nostra amata Italia?

Bisogna trovare il modo per guardarli negli occhi, per amarli, perché la risposta loro deve essere quella della convivenza, dell’integrazione seria, della possibilità di essere capiti e di capirci, di intenderci, di conoscere le nostre tradizioni. Cominciamo a parlarne con loro, cominciamo a discutere con loro.
La donna va rispettata, la religione va rispettata, ma tutti vanno rispettati. L’educazione civica: amate la Costituzione italiana, siate rispettosi delle nostre regole. Ma glielo dobbiamo dire, glielo dobbiamo spiegare, e dobbiamo convincerli con l’amore, perché altrimenti io dubito che la società futura possa essere chissà come.

Ho paura, con questo clima che c’è purtroppo nel mondo: questo clima di odio e di indifferenza, che è peggio dell’odio. C’è tanta indifferenza che, nella mia posizione di Chiesa, vedo tanta indifferenza, troppa. Nonostante che il Papa abbia detto il primo gennaio, nella sua omelia, di accogliere tutti senza paura. Ha detto il Papa. Prima pare Francesco che era comunista. Adesso l’ha detto Papa Leone e neanche va bene. A chi dobbiamo obbedire noi? Qual è la coscienza? La coscienza che ci porta dal Vangelo di Gesù Cristo: mi avete accolto o mi avete abbandonato?

Grazie di essere venuti, perché questo segno per me è di grande incoraggiamento, di grande importanza: siete qui. Vi ringrazio molto”.

Così Paolo Giorgi (Fraterna Tau) l’altra sera, di fronte a Piazza d’Armi, ringraziando chi è sceso in strada per i 24 migranti rimasti al freddo. E il senso, in controluce, è quello della parabola del buon samaritano: c’è chi si ferma e chi passa oltre. Nel racconto evangelico il sacerdote e il levita tirano dritto…