Poesie da Gaza a LiberaMia
16 Marzo 2026 Condividi

Poesie da Gaza a LiberaMia

La poesia come resistenza, ma anche come testimonianza dentro la guerra. È questo il filo dell’incontro che si è tenuto a LiberaMia, dedicato al volume “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”, pubblicato da Fazi Editore e presentato all’Aquila da Elsa Flacco Andreina Sirena.

Nel corso della serata, le due attiviste-relatrici hanno affiancato la lettura e il racconto del libro a una ricostruzione più ampia della questione israelo-palestinese, ripercorrendo passaggi e ferite del conflitto ben precedenti al 7 ottobre 2023 e soffermandosi poi su quanto accaduto dopo quella data, tra escalation militare, distruzione e crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Un inquadramento che ha dato ai testi poetici una cornice storica e politica, senza separare la letteratura dalla realtà da cui nasce.

Il volume raccoglie 32 poesie di autori palestinesi, molte delle quali scritte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, in condizioni di estrema precarietà: durante i bombardamenti, negli spostamenti forzati, nelle tende dei campi profughi, in una quotidianità segnata dalla perdita e dalla sopravvivenza.

La raccolta, curata da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, propone testi di dieci autori palestinesi, tra cui Heba Abu Nada e Refaat Alareer, uccisi nei bombardamenti.

Flacco ha insistito sul rischio che la voce dei poeti palestinesi venga coperta dalla sovrapposizione continua delle notizie, sottolineando come la poesia possa invece mantenere accesa l’attenzione su una vicenda che non comincia con l’ultima esplosione del conflitto. Nel suo intervento ha ricordato anche la figura di Refaat Alareer, definendolo uno dei simboli più forti di una parola poetica colpita insieme alle persone, alle case e alle famiglie.

Sirena ha richiamato la struttura del libro e il valore del suo apparato critico, a partire dalla prefazione dello storico israeliano Ilan Pappé, fino agli interventi di Susan Abulhawa Chris Hedges. Il senso del volume, emerso più volte durante la presentazione, è quello di consegnare alla poesia una funzione che non sia solo elegiaca, ma civile: dire ciò che accade, trattenere nomi, immagini, ferite, e opporsi alla cancellazione. Tra i presenti all’iniziativa anche la poetessa Anna Maria Giancarli il cui contributo ha aggiunto tasselli importanti al complesso mosaico relativo alla vicenda.

Il libro viene definito come un tentativo di salvezza affidato alle parole. E alcune delle frasi raccolte nel volume lo mostrano con nettezza: “Posso scrivere una poesia / con il sangue che sgorga“, scrive Yousef Elqedra; “Se devo morire, / che porti speranza, / che sia una storia“, scrive Refaat Alareer. Versi che durante l’incontro sono risuonati non come citazioni da antologia, ma come tracce vive di una condizione estrema.

Il libro ha anche una finalità concreta di solidarietà: per ogni copia venduta, Fazi Editore donerà 5 euro a Emergency per le attività di assistenza sanitaria nella Striscia di Gaza. Un dettaglio significativo, in mezzo a parole che parlano di perdita e resistenza.

di Fabio Iuliano – fonte: L’Aquila Blog

   
Tags gaza, guerra