Help Senza Confini, la situazione in Congo resta disperata
12 Febbraio 2025 Condividi

Help Senza Confini, la situazione in Congo resta disperata

Malgrado l’annuncio del cessate il fuoco da parte dei ribelli nella Repubblica Democratica del Congo, gli scontri continuano e gli scenari restano drammatici nell’area di Goma, per i residenti e per le organizzazioni umanitarie che vi operano.

“Ieri sera – spiega Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila e presidente della onlus Help Senza Confini – sono riuscito a sentire telefonicamente i miei contatti a Goma. Le comunicazioni restano precarie. Goma sta attraversando giorni drammatici a causa del conflitto scatenato dal gruppo M23″.”La popolazione è stremata – aggiunge – manca il cibo, le medicine, i prodotti per l’igiene. Le strutture sanitarie sono al collasso per l’elevato numero di feriti. Molte scuole e alcuni centri medici sono stati saccheggiati, mentre l’acqua potabile scarseggia”.

“Le uccisioni quotidiane proseguono – spiega Barone – talvolta casa per casa, soprattutto nelle periferie della città.
Due notti fa è stato ucciso un capo villaggio di Kiziba insieme ai suoi tre figli. Molte donne sono state violentate. Uno dei miei contatti mi riferisce di essere stato costretto a bruciare la lettiera del mio letto e alcuni mobili per poter cucinare. Non ci sono soldi per acquistare il cibo. L’aeroporto resta chiuso e questo impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari. Senza un intervento immediato dell’Occidente, si andrà incontro a una catastrofe umanitaria”.
Una situazione, secondo il professor Barone, che “è il risultato dei bassi appetiti di uomini senza scrupoli. I minerali strategici, di cui è ricco il Nord Kivu sono la causa di un violento conflitto che sta provocando numerose vittime.
Autorizzare i corridoi umanitari è più che mai necessario per portare gli aiuti alla popolazione”.

Y3M