

Catturando pensieri in movimento
Compie 26 anni il terzo EP degli Alice in Chains, quello che forse li consegnò definitivamente al grande pubblico: Jar of Flies. Di fatto è stato il primo EP della storia a ritrovarsi in testa alla classifica Billboard 200.
Una registrazione unica nel suo genere, ben distante dal sound duro a cui avevano abituato i fan. Pur non essendo il primo lavoro semi-acustico del quartetto di Seattle (ricordate “Sap”?) “Jar of flies” ne allarga la tavolozza di colori. La strategia artistica è scrivere e incidere velocemente, nel giro di pochi giorni, in modo se possibile spontaneo, trasformare i dischi nella testimonianza di un’urgenza e non di un calcolo.
A detta del chitarrista Jerry Cantrell, venne scritto “in poco più di una settimana di alcool e solitudine”. Venne registrato nella settimana tra il 7 ed il 14 settembre del 1993 al London Bridge Studio di Seattle ed è considerato da molti come un piccolo capolavoro degli anni novanta, anche se il sound è molto distante da quello duro e aggressivo tipico delle altre produzioni della band di Seattle.
Tre dei sette brani sono stati estratti come singoli: No Excuses, un tributo di Jerry Cantrell alla sua complicata ma fraterna amicizia con il cantante Layne Staley, la suggestiva I Stay Away e Don’t Follow. Altri brani sono comunque diventati dei classici, come Rotten Apple, ma soprattutto Nutshell, una delle canzoni più amate dai fan degli Alice in Chains.
di Fabio Iuliano – fonte: TheWalkofFame