Le scuole in Abruzzo diventano sempre più social
28 gennaio 2016 Condividi

Le scuole in Abruzzo diventano sempre più social

Avete mai provato a cercare sul sito di una scuola superiore informazioni di base – come ad esempio il numero di telefono e l’indirizzo dell’istituto – senza perdervi fra una giungla di progetti didattici, sigle e scioglilingua comprensibili solo a chi è avvezzo alla burocrazia ministeriale? E tra Pof, Ptof, Clil, Tfa, Pas il rischio di perdersi è alto, specie in un periodo dell’anno in cui le famiglie sono chiamate a fare scelte importanti insieme ai ragazzi, le iscrizioni al nuovo anno: liceo o istituto tecnico? Scuola specializzata o formazione generica? I più hanno già le idee chiare, gli indecisi vanno a caccia di informazioni last minute.

L’ESPERTO: E’ IMPORTANTE CHE I SITI SIANO RESPONSIVE

Ecco che le scuole calano le loro carte attraverso i siti web, chi con piattaforme più o meno accattivanti, chi invece con un’accozzaglia di informazioni che assomiglia più o meno alla bacheca dell’ufficio del catasto. Un bel problema, considerando che proprio in questi giorni i docenti delle scuole ce la stanno mettendo tutta per promuovere la propria offerta formativa, anche attraverso l’ “Open day”. Una buona percentuale degli studenti sostiene sia più facile trovare informazioni su Google in merito alla scuola di riferimento che sul sito dell’istituzione stessa. Investire su di un website correttamente strutturato è diventato, perciò, di fondamentale importanza per un’istituzione, specialmente se si vuole competere con la crescente diffusione del Fad (Formazione a distanza) e raggiungere un buon livello di engagement con le sue due tipologie di utenti prioritarie: gli studenti regolarmente iscritti, e quelli che potrebbero diventarlo a breve. Per incontrare le loro esigenze, un website deve innanzitutto essere di facile navigazione (anche per la versione mobile), interattivo, utile (pensare dal punto di vista di chi legge, non di chi scrive), esteticamente gradevole (icone, testi non troppo lunghi, colori accattivanti), aggiornato con regolarità.

L’INDAGINE. Anche quest’anno, come abbiamo fatto in passato, siamo andati a vedere e valutare i siti degli istituti superiori in base alla nostra conoscenza ed esperienza sul web. Il nostro è un giudizio giornalistico, influenzato dal vedere internet come uno strumento di informazione, ma non è certo distante da quello dei lettori che, tanto sul Centro quanto sui siti delle scuole, cercano notizie.

CINQUE PARAMETRI. Per dare i voti alle scuole abbiamo usato cinque parametri: la navigabilità del sito, ossia la connessione tra le pagine e la facilità per ottenere le informazioni; la frequenza di aggiornamento; la presenza di elementi multimediali per illustrare le attività di docenti e studenti; i servizi offerti agli allievi, alle famiglie e agli insegnanti; infine il rapporto tra gli istituti e i social network. Quest’ultimo fattore resta un tallone d’achille per molte scuole. Twitter e Instagram sono quasi assenti, tranne qualche fortunata eccezione nella provincia dell’Aquila (si veda l’istituto omnicomprensivo di Roccaraso, ad esempio). Se la pagina Facebook ufficiale dell’istituto esiste, non è detto che interagisca col sito. Molte scuole abruzzesi devono recuperare un buon gap. Nell’era dei social e della condivisione, essere in rete non significa solo avere un sito internet, bensì essere su Facebook, Twitter, Linkedin e gli altri vari social network. Avere un proprio profilo non basta: occorre che il proprio sito permetta una condivisione rapida dei contenuti.

MULTIMEDIA. Dal punto di vista multimediale, le nuove piattaforme permettono la divulgazione di molte gallery, ma i contenuti appaiono spesso disordinati e poco fruibili. Anche i video non fanno eccezione. Poche scuole, come il Croce di Avezzano, hanno una sezione video adeguata. Talvolta, qualche istituto ce l’ha, ma i video sono lunghi e prolissi, che hanno ben poco di accattivante. L’aspetto positivo di quest’anno è che quasi tutti i siti della provincia sono aggiornati, con indicazioni sulle attività più recenti. Qualche scuola, come il Patini-Liberatore di Castel di Sangro, presenta delle indicazioni sulle iniziative legate alla Giornata della memoria. In qualche caso, come per i “Portici” del liceo Cotugno, all’Aquila, gli articoli del giornalino arricchiscono la sezione.

SERVIZI. Dal punto di vista dei servizi, la discriminante è spesso legata all’utilizzo di supporti digitali, come il registro elettronico che offre alle famiglie una serie aggiuntiva di funzioni di verifica e controllo. Esempio positivo in tal senso è offerto dall’Istituto tecnico Galilei di Avezzano che si appoggia a una piattaforma esterna “Spaggiari-Classe viva” per elaborare un registro digitale che regola molti aspetti della vita scolastica, dalle assenze, alle giustificazioni, dai voti (con tanto di medie scolastiche), alle comunicazioni alle famiglie.

LE REGOLE. Spesso, le numerose norme introdotte in materia di siti web scolastici producono ripercussioni sull’effettiva fruibilità delle piattaforme che non sempre sono di facile aggiornamento.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro