Serracchiani: “Riforma politica che cambia 7 articoli”
18 Febbraio 2026 Condividi

Serracchiani: “Riforma politica che cambia 7 articoli”

Il comitato del No riparte dal confronto, con un incontro pubblico organizzato dal Partito democratico in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. Al centro, la riforma e il messaggio politico che il partito intende portare al voto. “È una riforma che ha un aspetto tecnico ma anche enormemente politico, perché stiamo parlando di Costituzione, di valori costituzionali e di equilibrio fra poteri”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, intervenuta all’Aquila.

Secondo Serracchiani, “stiamo parlando di una riforma che modifica di colpo sette articoli della Costituzione: questo non può lasciarci indifferenti e ci impone di spiegare i motivi del nostro No”. La campagna entra nella fase operativa: “Gli incontri a cui partecipiamo sono molto partecipati. Il Partito Democratico sta organizzando iniziative praticamente tutte le sere su tutto il territorio nazionale: banchetti, volantinaggio, porta a porta. Lo stiamo già facendo in molte città”.

Nel merito, Serracchiani critica la linea del governo: “Il nostro è un No che deve essere chiaro anche rispetto a una posizione che troviamo incomprensibile. Se non si occupano di giustizia e non si occupano di separazione delle carriere, spieghino quali sono i veri motivi che stanno dietro questa riforma”. E aggiunge: “Questa riforma non riguarda la giustizia e non risolve nessuno dei problemi della giustizia, ma non riguarda neanche la separazione delle carriere. Ha soltanto un obiettivo: scardinare il nostro sistema costituzionale sulla separazione dei poteri e, in particolare, l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”. La sintesi è in una frase: “Una magistratura più debole fa il cittadino più debole”. Durante l’incontro è intervenuto anche il senatore Michele Fina, che ha parlato di una riforma “contro la magistratura” e ha rivendicato un ruolo della sinistra anche “garantista”.

Spazio anche alla polemica sulle richieste del ministero della Giustizia sui finanziatori della campagna per il No. “È abbastanza incredibile che il ministero della Giustizia chieda a un comitato, che è un’associazione privata, una lista di donatori privati che esercitano in modo trasparente e pubblico il loro diritto di sostenere una campagna. Esiste una normativa sulla privacy che impedisce la diffusione di questi dati”, ha detto Serracchiani. “È incredibile che la stessa richiesta non venga avanzata anche nei confronti del comitato per il Sì”. E conclude: “Ci fa pensare che si voglia arrivare a una sorta di ‘lista di proscrizione’, come in passato che pensavamo di esserci lasciati alle spalle”.

Nel suo intervento, Serracchiani ha richiamato anche il rapporto con L’Aquila. “Sono tornata all’Aquila più volte in questi anni dopo il terremoto” e “ho visto la grande resistenza e resilienza degli aquilani” oltre “all’importanza di tornare ad avere una città viva e centrale”. Un passaggio senza polemiche: “Non mi va di fare polemiche, perché non credo che su questi temi si debba fare polemica”. Poi il riferimento personale: “Vengo da una terra che ha conosciuto il dolore di un grande terremoto”. E l’appello: “Insistere sul fatto che la prevenzione e la protezione dei luoghi nei quali viviamo e lavoriamo sono fondamentali”.

All’appuntamento promosso all’Aquila hanno partecipato, tra gli altri, l’avvocato Sergio Della Rocca e il giudice del lavoro Riccardo Ionta, del Comitato Giusto dire No, oltre ad Andrea Padalino Morichini del Comitato 15 per il No. Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Carlo Benedetti, responsabile Giustizia del Pd della provincia dell’Aquila. A moderare Alessandro Tettamanti.

di Fabio Iuliano – articolo uscito con adattamenti e variazioni su Ansa / Il Centro e L’Aquila Blog