Lollobrigida e L’Aquila un amore così grande
Due ori al collo, doppio primo gradino del podio. E, con il primo, una scena destinata a restare tra i ricordi di questa edizione olimpica: l’intervista tv con il figlio in braccio. Milano-Cortina è l’ultima tappa: prima ci sono il pattinaggio a rotelle, la famiglia e una parentesi concreta all’Aquila, tra Scienze motorie e una pista che nel 2004 aveva già segnato la strada. Dentro la narrazione “di oggi”, fatta di medaglie e immagini da copertina, c’è una traiettoria più lunga e meno lineare. Francesca Lollobrigida arriva al ghiaccio dopo anni sulle rotelle, disciplina in cui ha costruito tecnica e mentalità. Un’impronta di famiglia, anche per il ruolo del padre Maurizio, e un percorso condiviso con la sorella Giulia: lo sport come abitudine quotidiana prima ancora che come carriera.
L’intervista del 2013 a Baselga di Pinè
Nel 2013 la intervistai a Baselga di Pinè, a bordo pista in Trentino, in occasione delle Universiadi. In pochi minuti, senza costruzioni, legò l’esperienza sportiva al percorso universitario e al rapporto con L’Aquila. “Devo dire una bella esperienza, sono contenta di rappresentare sia l’Italia ma l’Ialia come università”, mi disse.
Il punto, per lei, era proprio la doppia traiettoria: studiare e allenarsi, senza trasformare una cosa nell’alibi dell’altra. “È un po’ emozionante perché comunque… fa parte dell’Università, perché studia e quindi ha deciso di intraprendere due strade diverse, però in questa opportunità si possono riunire”.
L’Aquila entrava nel racconto come luogo vissuto. “La conosco come città da molti anni perché proprio nel 2004 ci sono stati i campionati del mondo di pattinaggio a rotelle e comunque, in quella pista mi ci sono allenata”. La memoria tornava a Verde Acqua, ai Mondiali, a un impianto che per un’atleta cresciuta sulle rotelle era parte del lessico quotidiano.
Anche la scelta universitaria aveva una motivazione precisa: “Ho deciso di iniziare a studiare alla Facoltà di Scienze Motorie all’Aquila perché comunque è una realtà molto più tranquilla rispetto all’Università di Roma”. Scelta analoga per sua sorella Giulia. E a quel punto arrivava l’appello, detto senza giri di parole: “Spero comunque che la pista dell’Aquila possa essere risistemata… è una bella pista”. L’appello raccolto nel 2013 suona, purtroppo, ancora attuale: la pista di pattinaggio di Verde Acqua, nonostante annunci e cronoprogramma legato ai fondi Pnrr, resta di fatto un cantiere aperto. Un’attesa che si trascina da anni e che ha già avuto conseguenze concrete, come lo spostamento dei World Skate Games 2024 a Montesilvano per l’indisponibilità dell’impianto.
Nel frattempo, la transizione dalle rotelle al ghiaccio le stava cambiando sport e vita. “Io sulle rotelle sono campionessa del mondo”, diceva all’epoca. Qui è molto duro soprattutto perché c’è gente che comunque ha piste di pattinaggio sul ghiaccio vicino casa… purtroppo per me non è così, né per me né per mia sorella”. Il tema è quello della distanza dagli impianti, dei trasferimenti, della routine fuori sede. Curiosamente, Baselga di Piné è diventata negli anni pista di riferimento per entrambe le sorelle.
“È anche difficile stare fuori casa, viaggiare, stare lontano dalla famiglia, dagli amici, dall’università stessa”, diceva. E spiegava come l’ateneo, in quella fase, fosse anche una soluzione logistica: “Fortunatamente l’Università dell’Aquila mi permette, non avendo le lezioni obbligate di frequenza, di venire più spesso qui ad allenarmi e quindi di migliorare sempre di più”.
Sul piano tecnico, la differenza tra rotelle e ghiaccio la riassumeva così: “Sembrano due discipline molto simili ma in realtà sono molto diverse perché sul ghiaccio dobbiamo correre da soli, siamo noi contro il tempo, mentre nelle rotelle siamo noi contro l’avversario e quindi anche tutta la tattica di gara cambia, tutta la mentalità e anche il modo di allenarsi cambia”.
C’era poi un livello più personale, legato agli anni post-sisma. “La paura che riavvenga di nuovo il terremoto c’è sempre”, mi confidò Giulia. Ma insieme a quella, c’era un’idea di presenza: “Però comunque… essere parte di una città che sta rialzando lo sguardo dopo il 2009 è per noi significativa”.
Oggi, nel racconto olimpico, restano le medaglie e le immagini. Ma la traiettoria di Lollobrigida porta con sé anche questo: un passato di rotelle, un’impronta familiare, la distanza dagli impianti “di casa” e una parentesi all’Aquila che, tra università e pista, ha lasciato segni concreti. Milano-Cortina è l’ultima tappa. Il resto, spesso, è quello che costruisce davvero. Le due sorelle sono pronipoti dell’attrice Gina Lollobrigida.
di Fabio Iuliano – articolo uscito anche sul Centro e L’Aquila Blog
