“La Corte di Cassazione, con una sentenza che definirei coraggiosa, ha sancito che anche chi si è macchiato di gravi crimini e in carcere nel regime a 41 bis debba morire con dignità”. Lo afferma l’aquilano Giulio Petrilli, del comitato

Dai cappelli gialli della cooperativa Terre Joniche spuntano i ragazzi dell’istituto Vico-Ovidio di Sulmona, ospiti di un campo lavoro in un viaggio finalizzato ad accrescere la consapevolezza sulle mafie. Arance da raccogliere, vivai da far fiorire, erbacce da estirpare e

C’è chi dice no. E lo fa anche quando questa scelta significa mettere a rischio ogni equilibrio e ogni certezza in un sistema in cui molti non riescono a fare a meno di omologarsi. C’è chi dice no, e riesce

Dopo un momento di confronto sui temi della legalità con gli studenti del Gravina, liceo di Scienze umane, abbiamo incontrato Matteo Luzza, testimone sulla propria pelle della violenza della ‘ndrangheta calabrese nel vibonese. Il 15 gennaio del 1994 uccisero il fratello Giuseppe,

A Isola Capo Ruzzuto (Crotone), a pochi passi dal complesso degli Arena, la famiglia più volte coinvolta in fatti di ‘ndrangheta, i volontari di Libera lavorano nei campi confiscati alla ‘ndrangheta per fare di queste terre un’occasione di lavoro e di

Lattine di fagioli, succhi di frutta in brick, pacchi assortiti di pasta, ma anche passeggini e cibo in polvere e poi libri. Ecco l’emporio solidale, un supermercato solo all’apparenza come tanti altri. Qui, infatti, puoi comprare cibo e altri elementi essenziali

Otto ore in autobus e qualche sosta per raggiungere Isola di Capo Rizzuto, sede della cooperativa Terre Joniche che, in collaborazione con Libera, ha allestito un campo di lavoro la cui sede fa parte di un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. Un

Palazzi, ville, terreni agricoli e non, ma anche aziende e negozi. Immobili e proprietà frutto di attività criminali e che ora sono nelle mani dello Stato. Sono 276 i beni sottratti in Abruzzo alla criminalità e in gran parte riassegnati

«È bene vigilare e prevenire qualsiasi tipo di infiltrazione criminale nella ricostruzione post-sisma. Ma non ci sto a considerare questa città come luogo di corruzione e del malaffare». Per l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, alle considerazioni espresse dal