Gli invisibili delle campagne del Fucino non hanno nome e per questo spesso non possono essere aiutati. È questo ciò che è emerso dalla tavola rotonda “Lavoro dignitoso per un’agricoltura di eccellenza” organizzata nell’ambito della due giorni della Flai-Cgil. All’incontro,

di Marcello Pagliaroli* – Retate delle forze dell’ordine, scontri tra immigrati, tensione con i residenti. Cosa succede nei campi e nei paesi del Fucino, dove la forza del settore agricolo si regge anche sulle spalle e le gambe di migliaia

SIBIU (ROMANIA). «La fede in Gesù è tutto. Se non hai fede in Gesù non hai niente della vita». Le gambe di Luminita Vasiliu tremano ancora. Ha da poco subìto un intervento neurochirurgico al Gemelli. Dice di aver diviso la

Sessanta ore di autobus – andata e ritorno da Pescara alla Romania – percorrendo complessivamente 3.000 chilometri dal sedile posteriore di un mezzo Atlassib. Un viaggio attraverso storie, racconti, immagini di tanta gente che continua a riempire il bagagliaio di

Waves of immigration

«Fuggi luna, luna, luna. Se venissero gli zingari, farebbero con il tuo cuore collane e anelli bianchi». I versi di Federico García Lorca sono come pennellate su tela ruvida. Un viaggio visto dall’interno della cultura gitana, dal centro di Granada

Depuratori che non funzionano, guasti continui agli impianti di irrigazione, pericolo di infiltrazioni criminali, ma anche difficoltà di integrazione della manodopera straniera. Il sistema produttivo agroalimentare del Fucino fa i conti con un difficile contesto socioeconomico e con tutta una