All’inizio dell’autunno – più o meno il periodo della notte dei Ricercatori – non era insolito veder girare uno strano gruppo di persone tra via Garibaldi e piazza Regina Margherita.  Una reflex microfonata, un paio di cuffioni gialli vintage e un cellulare

«Devi capitalizzare il dolore» si trovò a dire Lucio Dalla a un giovanissimo Samuele Bersani, a pezzi dopo la fine di una storia. Con affetto e pazienza, Dalla, che in quei tempi stava registrando “Tu non mi basti mai”, invitò il futuro autore