Carlos Mandia intervista per Musik Leaks Fabio Iuliano, l’autore di Lithium 48, il racconto – basato su una storia vera – ambientato a Parigi. Sono tanti gli spunti musicali che vengono tirati in ballo in una chiacchierata che si conclude con l’esecuzione della registrazione di Present tense dei Pearl Jam. Musik Leaks viene presentato così sul sito ufficiale del format: è un magazine radiofonico nato da un’insana idea di Alfredo Montanarini, che non avendo, a detta di molti, una voce radiofonica quanto meno gradevole, ha demandato suo malgrado, la conduzione del programma ad un certo Carlos, pur di coronare il

Un terremoto. Vite spezzate. Vite intrecciate. Partenze e ritorni. Giuseppe Tomei getta uno sguardo limpido e razionale a quel che accadde prima, durante e molto dopo il terremoto che devastò L’Aquila nel 2009. Ha presentato il suo libro “Io non c’ero” a Sora nella libreria Universitas. Una storia nella quale si intrecciano amicizia, musica, radio e sentimenti. E crepe. Le crepe che dagli edifici e dal terreno si sono prolungate fin dentro le persone, fin dentro le loro vite e le loro emozioni. Quando poi pian piano il tempo è tornato a farci sentire utili agli altri e a noi

No, non te li immagini Afu-Ra e Jeru the Damaja, icone del rap e dell’hip hop della East coast statunitense, in giro per L’Aquila. Uno scatto al Castello, uno davanti alla Fontana Luminosa, un hamburger al Rockers prima di tuffarsi tra la gente del Bliss, a Monticchio, alle porte del capoluogo, per il concerto-evento organizzato anche in omaggio ai 15 anni del Check The Style, una delle associazioni di eventi hip-hop più attive e importanti d’Italia. Una serata in cui i due artisti di origine statunitense sono stati affiancati dai KMaiuscola, tra i maggiori gruppi rap nella Penisola. In scena

Una copia del Corriere della sera del 4 aprile 2009 trovata tra le macerie dell'istituto d'arte diventa il simbolo di un tempo che qui dentro si è fermato, come una fotografia scattata immediatamente dopo la scossa e alterata solo da qualche sporadico graffito lasciato qui e là nel sottoscala con della vernice rossa e un tratto frettoloso. È fuori che il tempo avanza senza tregua in una struttura dove, più che le macerie e i tramezzi divelti, a fare impressione è l’immagine della natura che usa ogni mezzo per riprendersi i suoi spazi, dalla forza di radici che si intrecciano alla dolcezza devastante di un fiore che fa breccia in un muro. La natura ha le sue regole e non può certo aspettare le dinamiche di una ricostruzione pubblica sempre più ostaggio di cavilli burocratici.

Alla fine della registrazione, tutti gli ospiti del Maurizio Costanzo show – più o meno famosi – hanno lasciato gli studi del teatro Voxon dall’ingresso laterale, uscendo uno alla volta a bordo di un’auto blu, con tanto di security a proteggerli da occhi indiscreti. Non lei, la soubrette sulmonese Francesca Cipriani, reduce dall’Isola dei Famosi, che ha deciso di affacciarsi a piedi a salutare gli oltre cento ragazzi giunti dalla sua Sulmona per registrare l’ultimo appuntamento della stagione del salotto televisivo più famoso d’Italia. Sono arrivati dal Vico, dall’Artistico e dal classico Ovidio, con due autobus, coordinati dalla professionista marsicana Simona De

Il Cpia (centro provinciale istruzione adulti) ha ospitato il giornalista Roberto Ciuffini (Il Centro/News-town)  per una lezione sulla black music. Per musica afroamericana (chiamata anche black music) si intende un termine generico usato per una varietà di generi musicali derivanti o influenzati dalla cultura degli afroamericani, dai generi Spiritual, Gospel, Blues, Jazz, Swing, Rhythm and blues, Rock and roll fino al Soul, Funk, Rap, Reggae e Dancehall, che per molto tempo sono stati una minoranza etnica rispetto alla popolazione degli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, le varie tradizioni culturali si unirono con le influenze europee della polka, dei valzer e della musica

“A chi resiste”. La dedica che Giuseppe Tomei riserva al suo libro “Io non c’ero” regala alla Resistenza un concetto originale, declinabile in tanti sensi possibili, specie in una città come L’Aquila, specie in un momento in cui i valori della democrazia e della memoria storica non possono essere dati per scontati. Anche il capoluogo resiste, lo fa nelle sue forme istituzionali, attraverso una serie di eventi di protocollo, promossi dal Comune che hanno preso il via nel piazzale dello stabilimento ex Thales Alenia, dove si è tenuta una cerimonia di commemorazione dei Caduti della Banca d’Italia. Presente il vicesindaco Guido Liris, ma non

Passi per il decalogo della birra stampato sul muro. Passi per quel “se site venute a rompere’ o c*** avite sbagliato palazzo!!!” che si legge in un quadretto decorato con i colori del Napoli. Passi per la scritta vintage “ho sempre pensato che bere mi facesse male, allora ho smesso di pensare“, sul muro col pennarello indelebile. E passi per le targhette improbabili dietro al bancone. La cosa che più ti lascia pensare entrando nella Tana del Luppolo, nei locali di via Pizzo Doca, a due passi dalla piazzetta del Sole, sono gli sgabelli rivestiti in cellophane senza un motivo

Sono partiti in 22, dall’India, dalla Spagna e dall’Italia, alla volta del confine palestinese. Naso rosso, camici multicolore e un sorriso da difendere in un momento particolarmente delicato. È questo l’obiettivo della sesta missione dei clown inviati in zone remote e spesso dimenticate dai media internazionali. Tra loro, in questo gruppo, c’è Thea Valentina Gardellin, in arte dottoressa “Olga del Volga”. Originaria del Veneto, è arrivata all’Aquila l’8 ottobre dello scorso anno, dopo aver vinto un bando per le scuole d’infanzia Casetta Fantasia e Silvestro dell’Aquila e alla primaria De Amicis. Di professione fa l’insegnante d’inglese, la traduttrice e l’interprete,