UKULELE DIARY

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di Filippo Tronca (fonte www.abruzzo24ore.tv) Questa mattina al bar ho sentito di sfuggita due disitinti avventori commentare la notizia del giorno: ”Ma lo hai visto in televisione il giudice Mesiano?”, ”L’ho visto , l’ho visto, si dovrebbe solo vergognare…”. Non capivo a cosa si riferivano, a quale ennesimo scandalo. Guarda il video

Gli sfollati nelle tendopoli chiedono di restare all’Aquila, invocando strutture alternative, case mobili e container. In loro sostegno c’è il vice presidente del Consiglio Regionale, Giorgio De Matteis, che è tornato a chiedere spiegazioni sui numeri dell’emergenza. “A distanza di più di sei mesi e con tanti censimenti non si hanno dati sulle persone rientrate nelle case. Nessuno ha mai preso in considerazione strutture alternative come le casette di legno, le case mobili, i container perché si doveva far partire il progetto Case. Chi ha creato questa situazione la risolva”. Nel video anche le testimonianze degli sfollati della tendopoli di

In piena bagarre tende, da tenere o da smantellare, il vice presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, ha voluto dire la sua. In una conferenza stampa, convocata proprio sull’argomento, ha suggerito: ”All’Aquila bisognerebbe allestire container, moduli provvisori o su ruote e sistemarli nelle aree gia’ attrezzate e disponibili, dove prima sorgevano le tendopoli. Solo cosi’ si potra’ dare un ricovero agli oltre seimila sfollati che ancora dormono all’aperto”. Difende De Matteis, la scelta di tutti i cittadini che anziche’ trasferirsi lontano, negli alberghi della costa, continuano a difendere il loro ”spazio tenda”. ”Sarebbe invece giusto – ha proseguito

E’ stata un’altra notte gelida all’Aquila, con temperature di gran lunga inferiori allo zero. Ancora stamane, intorno alle 7,30, il termometro misurava meno 3 gradi. Nelle 60 tendopoli ancora aperte, dieci delle quali in dismissione, si va avanti con l’ausilio delle stufette, ma spesso sono insufficienti a contrastare i rigori di un inverno giunto, come al solito, all’improvviso e con violenza. Il sindaco della citta’, Massimo Cialente, ed il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, continuano a lanciare appelli affinche’ gli sfollati ”accettino” di andare sulla costa. Ma molti di loro sono irremovibili. Non vogliono lasciare L’Aquila, il lavoro, magari

“La Protezione civile sull’emergenza ha compiuto un ottimo lavoro ma adesso deve fare attenzione a non debordare. Non si occupi di ricostruzione, nessuno gliel’ha chiesto, Bertolaso e’ Commissario all’emergenza e risolva l’emergenza che e’ ancora in atto e nessuno si azzardi a minacciare, detto tra virgolette, i cittadini che ancora si trovano nelle tendopoli” E’ quanto ha dichiarato oggi il vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis, durante un incontro sull’emergenza abitativa dei cittadini aquilani che ancora vivono nelle tendopoli. (Agi)

A sei mesi di distanza dal terremoto la raccolta va a rilento e i rifiuti abbandonati in città costituiscono un allarme sociale, specie nei quartieri residenziali ancora semivuoti. E agli urbani si aggiunge la questione delle macerie.

Tra gli interventi sulla libertà di stampa al parlamento Europeo spicca quello dell’olandese Judith Sargentini che, dicendosi contrariata per l’autocensura di molti giornalisti italiani, ha ricordato che in Italia l’80% delle persone si informa attraverso la televisione. Per questo motivo, ha sottolineato, è importante che nella visione del piccolo schermo garantisca la pluralità dell’informazione. David Sassoli, capogruppo della delegazione italiana Socialisti e Democratici ha riconosciuto che “l’Italia è un grande paese democratico con una grande Costituzione. Ma anche i grandi paesi – ha aggiunto – possono sbandare e noi dobbiamo adoperarci per garantire la libertà di informazione”. [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=kUups1SeWuc&feature=player_embedded]

Tra gli abitanti delle tendopoli restano ancora molti anziani e disabili. Dentro e fuori L’Aquila, come succede nella tendopoli di piazza d’armi, dove sono rimasti una trentina di sfollati tra quelli che non hanno voluto accettare le nuove destinazioni. Tra loro, come riporta il quotidiano “il Centro” c’è Antonello , 34 anni, un ragazzone alto con la sigaretta in bocca e il megafono in mano che ha un certificato di invalidità «in condizioni di gravità» e che da sei mesi dorme in una tenda. Antonello, che vive qui con la mamma Antonietta , è molto arrabbiato con Cialente , «che

Le prime, durissime, notti di maltempo con vento, pioggia ed anche neve (sul monte Ocre a quota 2.204 metri e sul Gran Sasso), il tutto condito da temperature molte basse, in alcuni casi vicini allo zero, ha provocato polemiche e proteste non solo tra gli sfollati, circa 6mila, rimasti nelle tende in attesa di una sistemazione. Intanto, il capo della protezione civile, Guido Bertolaso rinnova l’invito agli aquilani a lasciare le tendopoli e afferma: “Siamo in grado già in questo momento di garantite un tetto a tutti coloro che sono fuori casa, sia ai cittadini che hanno avuto la casa