L’inno nazionale, l’alza bandiera e poi il ricordo del finanziere virtuoso. Ogni giorno, alle 7 in punto, con i passi degli allievi della Scuola ufficiali a scandire i tempi. Le giornate alla Caserma di Coppito partono così, un rituale che

Non ce la vedi, la bella Simona in gonna di velluto e fazzolettone a cantare “insieme abbiam marciato un dì per strade non battute”. E invece, la specialità di “scout canterina”, è stato il primo dei suoi tanti riconoscimenti musicali

Il giovedì notte, quell’angolo di città si riempie talmente tanto che neanche i ragazzi dello Straccale, il locale immediatamente di fronte a via Paganica, si sono resi conto dell’aggressione, almeno non nell’immediato. «Stavamo lavorando e c’era tanta gente da servire.

Le emozioni invariate nel racconto della tragedia del terremoto. Suoni, documenti, testimonianze, parole che scivolano sullo schermo di Casa Onna; riferimenti biblici a Giobbe e al Qoelet. I testi di Giustino Parisse, accompagnati dalla recitazione di Raffaello Mastrolilli eGuido D’Ascenzo, della

I segni del sisma nella terra e sulla pelle di chi è rimasto. Le contraddizioni dell’emergenza, le dinamiche della ricostruzione. Sabato 20 maggio Casa Onna tornerà a ospitare un momento di confronto sui terremoti che hanno colpito quest’area. L’occasione è

L’auditorium dell’Ance ospiterà giovedì 11 maggio alle 17 il nuovo libro di Patrizia Tocci “Nero è il cuore del papavero” (edizioni Tabula Fati) con prefazione del giornalista del gruppo l’Espresso, Paolo Rumiz. Un libro che insegue le tracce della memoria,

Un bell’omaggio all’Aquila nel festival musicale al parco del Castello promosso dall’associazione di promozione sociale Immagina in collaborazione con Radio L’Aquila 1. Sul palco alcuni tra i migliori gruppi del panorama locale, artisti di poetry slam e giocoleria. Due giorni

Un luogo per non dimenticare chi è rimasto sotto le macerie. Storie individuali che si intrecciano con la tragedia di tutti. Cliccando su questo link si apre un’infografica: sul nome di ognuna delle vittime, oltre a leggere un breve profilo,

Le gru dei cantieri attivi disegnano i confini della processione del Venerdì Santo. Anno dopo anno, il corteo solenne si tuffa nella città ferita, in un percorso che cambia a seconda delle strade e dei vicoli tornati agibili. Stavolta, il

«Da Coppito a San Sisto era tutto n’arrosto, castrato o cottora come a Ferragosto, addò magnerò domà…». Il periodo era grosso modo quello descritto dalla canzone Domà, la versione aquilana della hit di Mauro Pagani in rotazione radiofonica perenne nell’estate