Mirko, gli arrosticini e Max Gazzè
25 luglio 2018 Condividi

Mirko, gli arrosticini e Max Gazzè

Immagina di avere un cantante preferito e una canzone preferita. E immagina che il prodotto maggiormente rappresentativo della tua attività sia utilizzato dal tuo cantante preferito – nella tua canzone preferita – come metafora delle contraddizioni del nostro tempo.

Immagina però di aver modo di conoscere il cantante in questione e di riuscire a spiegargli che quella metafora, per quanto innocente, può suonare un po’ indelicata. Per Mirko Frattarelli con Max Gazzè deve essere andata così.

Perché La Favola di Adamo ed Eva, uno dei pezzi storici del cantautore-bassista, se la prende prima con le olive ascolane e poi inquadra gli uomini medi come “spiedini di carne in fila sulle autostrade, saldare al casello tanto per ringraziare, pensarsi arrivati dopo un lungo week-end”.

Santi numi, ma che pena mi fate. E vaglielo a spiegare al Gazzè nazionale che dalle nostre parti gli spiedini di carne non puoi usarli come immagine dell’uomo qualunque. Perché gli arrosticini da queste parti non sono affatto semplici spiedini di carne. C’è molto di più.

Però questo Gazzè lo sa bene e, infatti, non si è fatto ripetere due volte l’invito a provarli da parte del giovane fan, titolare di “Arrosticini e Vini”, a margine di una presentazione alla libreria Feltrinelli.

Da qui, tra musicista e ristoratore è nata una bella amicizia.

Del resto, basta fare un salto sulla pagina Facebook del locale per trovarsi davanti un bel primo piano di Gazzè che senza temere anafore e allitterazioni, parla di un locale che serve cose “eccezionali, cioè eccezioni eccellenti”.

Ma forse, La Favola di Adamo ed Eva racconta anche la storia di chi, per dirla con le parole di Blaise Pascal, “per conquistare il futuro prova prima a sognarlo”.

E la realtà di “Arrosticini e Vini” rappresenta un bel modo di costruire il futuro per uno come Mirko che di sogni ne ha tanti. E di progetti da portare avanti anche, lui che due anni fa è stato eletto segretario regionale dei Giovani democratici ed è impegnato in prima linea nel tirare fuori nuove proposte a sostegno di università, scuola, ambiente,  lavoro e cultura. “Abbiamo”, ha affermato inaugurando il mandato, “un compito e una responsabilità enorme, ovvero trovare la chiave per combattere l’indifferenza”.

IL “TAKE AWAY” DELL’ARROSTICINO

Il locale nasce 5 anni fa con il supporto di papà Fabio. Uno dei primi “take away” dell’arrosticino nato a Pescara.

All’inizio, faceva un po’ strano veder girare questi “RustiBox”, queste scatoline ermetiche con le alette in grado, comunque, di mantenere sapore, temperatura e qualità negli spostamenti, senza neanche correre il rischio di versare l’olio per strada.

Proprio questa soluzione ha creato un genere, spingendo varie attività di Pescara a lanciarsi sul “take away”. Mirko può considerarsi una sorta di precursore. È coadiuvato da tutta la famiglia, anche mamma Susanna Nisi e dalla compagna Manuela Colò.

Ovviamente, nel locale, non si preparano solo arrosticini (classici, fatti a mano e di fegato e cipolla), ma anche bruschette con ventricina e salsiccia teramana, pecorini e formaggi dei migliori caseifici abruzzesi.

Taglieri di salumi a chilometro zero, vini del territorio, anche biologici.

Una selezione di prodotti locali che strizza un occhio anche al formaggio di Gregorio Rotolo o alla salsiccia teramana.

Un mix che ha fatto di questo piccolo locale sulla Nazionale un piccolo punto di riferimento. Da queste parti si sono visti giocatori biancazzurri (sotto al bancone c’è la maglia di Fornasier), Calcutta con la sua band e Pinuccio, sì quello delle finte telefonate ai personaggi del momento che poi è diventato inviato di Striscia la notizia.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtù Quotidiane

 

“CARO MAX, GLI ARROSTICINI NON SONO SPIEDINI QUALUNQUE…”