Euterpe: Lorca e l’alba di New York
7 aprile 2018 Condividi

Euterpe: Lorca e l’alba di New York

“Give me your tired,
your poor, your huddled masses
yearning to breathe free,
the wretched refuse
of your teeming shore.

Send these, the homeless,
tempest-tost to me,
I lift my lamp beside
the golden door!”

“Datemi queste masse,
miserevoli, sfinite,
anchilosate, avide di aria pura,
poveri resti dei vostri lidi
sovrappopolati.

Mandatemeli, questi vagabondi,
gettati nella tormenta,
mantengo accesa
la mia torcia vicino
alla porta d’oro!”

EmmaLazarusSOL440x510bwCon queste parole la poetessa statunitense Emma Lazarus personifica la Statua della Libertà, da sempre totem salvifico di milioni di emigranti che le rivolgevano lo sguardo dopo viaggi estenuanti o di fortuna. Tra quegli sguardi il 25 giugno 1929 c’è anche quello di un giovane poeta iberico, Federico García Lorca, che non arrivò a New York in cerca di fortuna ma in cerca di sé. Questa è la storia di uno sradicamento artistico ed esistenziale in cerca di salvezza, dalle campagne dell’Andalusia al cemento americano.

Probabilmente solo una sensibilità simile e duale di musicista e autore poteva ben cimentarsi nell’arduo compito di scrivere di Federico García Lorca e del suo viaggio dalla terra del flamenco alle strade del jazz. Solo un artista versatile e composito come Fabio Iuliano poteva affrontare del grande poeta granadino, senza retorica alcuna, le “strane intermittenze languide di quando, sin da giovane, pareva assentarsi” con lo sguardo che fuggiva dai suoi “profondi occhi castani”.

dali-lorca-bunuelDalle fascinazioni infantili, umane e artistiche derivanti dalla frequentazione delle cugine Aurelia e Clotilde (il cui vestito “verde arrabbiato” era quanto di più teatrale potesse immaginare il poeta in tenera età) alle folgorazioni sempre umane e artistiche ma meno infantili degli anni trascorsi nella Residencia de Estudiantes, ove conobbe personaggi del calibro di Luis Buñuel e Salvador Dalí. “García Lorca guarda il surrealismo con simpatia, ma vi mantiene sempre le distanze, pur subendone il fascino in poesia” come ci racconta nel libro Fabio Iuliano. Un animo pieno d’arte, dunque, quello di Federico Garcia Lorca, che tende verso la poesia, attingendo al simbolismo francese e al surrealismo, e verso la musica, altro suo fondamentale canale comunicativo.

lorca musicafedericoDal primo grande maestro di pianoforte, Antonio Segura Mesa, all’incontro con il compositore di successo Manuel de Falla, poesia e musica viaggiano parallelamente, come fossero due binari della stessa tratta esistenziale ed emozionale nel poeta iberico. “Falla rimane affascinato dalla personalità e dal genio del giovane poeta che tra l’altro rispolvera la sua eccellente tecnica di pianista. Lorca, dal canto suo, si sente straordinariamente stimolato dal contatto con il compositore la cui opera, d’altra parte, rappresenta una sorta di ponte tra l’impostazione culturale del Novantotto e quella degli anni Venti”.

Ma Federico è inquieto. Il distacco sempre maggiore dagli amici Buñuel e Dalì provoca in lui uno stato di crescente prostrazione che gli impedisce di godere appieno del successo del suo libro Romancero Gitano. Fabio Iuliano ci racconta che a New York García Lorca viene accolto con affetto e qui “ritrova Gabriel García Maroto, editore, otto anni prima, della raccolta di versi d’esordio, Libro de Poemas”. La nuova realtà metropolitana, così diversa da quella andalusa, è una delle più importanti e proficue nella vita del poeta che, nonostante la limitata conoscenza della lingua inglese, è più che mai circondato da amici e seguaci.

“L’alba di New York è radicalmente diversa dall’alba descritta nel Libro de Poemas e le strade cittadine appaiono al poeta particolarmente ricche di suggestioni drammatiche”.

E l’influsso di una realtà così diversa e di suggestioni così drammatiche contribuirà a rendere la poesia lorchiana cupa e al tempo stesso dinamica, in maniera rivoluzionaria al passato andaluso. García Lorca guarda questa “metropoli verticale” a volte con “insospettabile allegria”, a volte con un senso di spaesamento, ricalcando con il suo stato d’animo quello che è il contesto in cui si trova a vivere: un contesto di “costante contraddizione, che rende difficile qualsiasi tipo di interazione”. L’esperienza oltreoceano del poeta, però, non si limita al clamore metropolitano di New York: essa passa anche attraverso il carico emotivo-spirituale del comprensorio di Harlem, la conoscenza della Columbia University, la pace dei giorni in Vermont passati con Philip Cummings e la totale catarsi offerta da Cuba.

7825545_3111138Un mondo nuovo rispetto alla terra andalusa, un mondo che lo avvicina a Walt Whitman, a cui lo legano profonde affinità artistiche e personali e a cui dedicherà una celebre ode. Un mondo a strapiombo, tra picchi e abissi, che regala alla poetica dell’artista iberico un tratto del tutto insolito. Infatti è in questo periodo dell’esistenza che i versi di García Lorca si fanno aggressivi, frutto di una tensione personale che deriva da una “architettura extraumana e da un ritmo furioso”.

Come illustra Fabio Iuliano, “non è un caso che la prima parola di Vuelta de Paseo, il componimento d’esordio di Poeta en Nueva York, sia ‘Asesinado’ (Assassinato)”. Quasi profeticamente Lorca scriveva: Asesinado por el cielo entre las formas que van hacia la sierpe y las formas que buscan el cristal, dejaré crecer mis cabellos. Assassinato dal cielo tra le forme che vanno verso la serpe e le forme che cercano il cristallo lascerò crescere i miei capelli.

Fonte: Rivista di letteratura online “Euterpe” Tema del numero: “Emigrazione: sradicamento e disadattamento”

alessandra-prospero-74468.660x368Il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni, 2016) è il racconto di Alessandra Prospero, poetessa aquilana, è recensionista per diverse riviste culturali. Membro di giuria in concorsi letterari. È socia dell’Associazione Internazionale Culturale “Laudomia Bonanni” ed è fondatrice del gruppo facebook “Poesia: femminile, singolare”. Performer dei propri testi in diversi reading, fa parte del direttivo del Poetry Slam Abruzzo e ha organizzato, insieme a Dimitri Ruggeri, il primo poetry slam under 18 della regione Abruzzo e ha condotto il primo poetry slam tutto al femminile del Centro Italia, il Pink Poetry Slam. È coordinatrice, insieme a Valter Marcone, della Compagnia dei Poeti dell’Aquila con cui organizza veri e propri tour poetici. È autrice di tre sillogi: P.S. Post Sisma (2012), Ierousalem (2013) e HaikUimia (2016); curatrice e prefatrice di vari libri e antologie.