Addio vita spericolata, ora suono per il Signore
15 settembre 2017 Condividi

Addio vita spericolata, ora suono per il Signore

Se fai parte della combriccola del Blasco sai bene che nel backstage di un concerto può accadere di tutto. Mai però Nando Bonini si sarebbe aspettato di incontrare due occhi che avrebbero cambiato per sempre la sua vita: gli occhi della Madonna di Pompei, la statua posta in un angolo anonimo degli spogliatoi del San Paolo.  Uno sguardo malinconico scolpito nel gesso a far eco a una frase che si sentì uscire dal petto: «Nando, che stai facendo?». Una notte chiara a metà degli anni Novanta, la band di Vasco Rossi aveva suonato su un palco dove per qualche minuto si era affacciato anche Pino Daniele. Bonini si preparava a vivere qualche ora spericolata come aveva sempre fatto. Ma gli occhi di quella statua lo folgorarono, quasi come accadde al santo cui quello stadio è intitolato.

Da quel momento, la sua vita cambiò per sempre. Compositore, autore, arrangiatore, chitarrista, Bonini ha accompagnato per anni il Vasco nazionale, prima di arrivare a usare il rock per raccontare la storia della sua conversione a suon di musical. Un percorso che lo portò ad entrare nell’ordine Francescano secolare. Sabato, alle 20.30, Bonini sarà protagonista in un live in diretta streaming in occasione del Festival del Creato alla Villa Comunale di Chieti.  Un concerto 2.0, suonato a distanza, che però rappresenta un’occasione per conoscere dal vivo la sua storia. «Quella notte di Napoli mi trovai a chiamare mia moglie Marina e restai al telefono per tutta la notte, come non avevo mai fatto», racconta. «Solo allora mi resi conto di quanto quel tipo di vita che facevo per quanto invidiato mi aveva portato lontano dalle cose che contano veramente». Come chitarrista e supporto vocale, Bonini ha condiviso il cammino del Blasco per oltre 10 anni.

A fianco del rocker ci era arrivato dalla strada maestra, quella della Steve Rogers Band, il gruppo storico del cantante. Fino al 1995 al suo fianco, specie nel periodo degli “Spari sopra” e “Nessun pericolo per te”, anche se la collaborazione è arrivata fino all’inizio degli anni Duemila, poi la scelta di vita e il percorso di fede affrontato accanto a sua moglie Marina, ex stilista di moda e oggi “autrice” di icone sacre. «Non volevo più fare la vita del divo del rock», sottolinea. «Malgrado tutte le opportunità che quel lavoro potesse offrirmi: fama, soldi, attenzione da parte di tantissime persone che volevano agganciarsi al nostro successo». C’era altro nella sua testa e nel suo cuore, qualcosa che neanche lui sapeva spiegarsi, almeno fino a quando non sono entrate nella sua vita le persone che lo hanno aiutato nel discernimento.

Un’evoluzione anche artistica che ha portato ad album come “Io confido in Te”. Un lavoro nel quale Bonini non è solo musicista ma anche produttore, in una collaborazione con Daniele Scaccia. Il chitarrista sarà uno dei protagonisti del Festival, la manifestazione organizzata proprio dall’Ordine secolare, insieme ai Frati minori. Il tema dell’edizione attuale è quello delle relazioni di fronte alle problematiche della realtà “mondana” contemporanea.

Si parlerà di immigrazione, coesione sociale, lavoro e occupazione, economia e banche, pari opportunità e politiche di genere. “L’essere comunità è realtà creazionale”, recita il manifesto scientifico dell’evento che parte oggi e termina domenica. «Infatti l’intento del Festival è proprio quello di far comprendere, attraverso la chiave gioiosa e divertente di una festa, che la comunità cristiana può diventare un laboratorio in cui si sperimenta che l’amore gratuito e reciproco». Un linguaggio nuovo da apprendere. Tre giorni di workshop, conferenze, laboratori per gli studenti, spettacoli teatrali e musical, concerti, spiritualità, attività di piazza e testimonianze sul tema della relazione tra persone e tra queste ultime e la fede, Dio, la natura, per intrecciare un dialogo aperto con tutti, in un percorso che include credenti e non credenti.
Un messaggio che Bonini, rimasto comunque laico all’interno dell’Ordine secolare, interpreta anche attraverso le corde della sua chitarra. Con lui si esibiranno in streaming Massimo Bagnardi (basso), Andrea Ferrera (batteria), Franco Bontempi (seconda chitarra), Sara Rampetti (voce) e Dario Galbusera (multimedia e fonico).

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro