L’Aquila e le sue notti d’estate dal sapore andaluso
10 settembre 2017 Condividi

L’Aquila e le sue notti d’estate dal sapore andaluso

Le barche dimenticate di Neruda, il villaggio gitano di Lorca, le passeggiate di notte di Salinas e malinconia del tango affogata in un bicchiere di Rioja Tempranillo. Musica, poesia e flamenco nella serata di apertura dell’Andalucia, il ristorante dalla forte impronta “spangoleggiante” che sabato 9 settembre è tornato a pieno ritmo.

Atmosfere del sud rievocate da un set acustico a cura degli Yawp, sullo sfondo del libro New York Andalusia del cemento il viaggio di Federico Garcia Lorca dalla terra del Flamenco alle strade del jazz di Fabio Iuliano, componente dello stesso gruppo insieme a Piero Pozzi (batteria), Stefano Millimaggi (chitarra), Nino Maurizi (basso).

LA POESIA DEL FLAMENCO. Una formazione che abbraccia anche delle contaminazioni sul flamenco con Irene De Amicis e Ilaria De Angelis. Proprio quest’ultima è stata tra le protagoniste della serata di apertura, con un baile giocato a ritmo di Alegría e Sevillanas e, soprattutto, sulle atmosfere mozzafiato di un Tango de Málaga. Un concerto-reading a base di folk-rock acustico americano, senza dimenticare dei piccoli omaggi alla musica e alla poesia spagnola, con alcune liriche di Lorca trasformate in ballate elettroacustiche, da Lucía Martínez a Romance de la Guardia civil Española, fino a Romance de la luna, luna in chiusura di serata, con tanto di invito ad alzare gli occhi al cielo, tornando a casa.

Sullo sfondo, la storia di Lorca in uno storytelling che passa attraverso la malinconia di un amore oscuro, con le ballate dei Pearl Jam – in particolare Betterman, Nothingman, Immortality e Present tense – a fare da contraltare. Spazio anche a brani più abbordabili, come Depende e La Flaca, oppure Still haven’t found what I’m looking for, in una set list che non ha trascurato canzoni senza tempo tra cui Bésame mucho, Redemption song e Guantanamera.

Spazio, infine, a brani “di produzione propria” come Last tango e Can’t feel it. con l’apertura di concerto affidata a un ukulele fatto vibrare tra un tavolo e l’altro.

A TAVOLA. Oltre a inaugurare la stagione, Marco Di Gregorio e Mery Ventura hanno presentato al pubblico un nuovo menù, dando più spazio ai piatti di pesce e alle contaminazioni con il territorio pur nel rispetto della tradizione spagnola.

IMG_20170909_202424_resized_20170910_071308785-300x225Prima fra tutte l’introduzione dello zafferano di Navelli nel mix di spezie segrete che contribuiscono a rendere unica la Paella nelle versioni di pesce, di carne o di verdure.

Ampia selezione di tapas, dalle specialità di mare (pulpo a la Gallega, pinchos de camarones, ensalada de mariscos, bacalao e molto altro) ai vari tipi di tortillas fino al chorizo e agli altri insaccati.

LA STAGIONE. Una serata, dunque, in linea con la tradizione identitaria della penisola iberica che caratterizza il calendario stagionale. Flamenco innanzitutto, ma anche danza del ventre e danze orientali in genere, poiché non dimentichiamolo, il sud della Spagna è stato per secoli un territorio segnato profondamente dalla dominazione araba.

Lo ricorda anche lo stile del locale impreziosito da richiami architettonici che fanno subito pensare all’Alhambra di Granada. E poi il mercoledì si balla. (red.)