Il rispetto di Servillo: le ferite dell’Aquila non si toccano
6 settembre 2017 Condividi

Il rispetto di Servillo: le ferite dell’Aquila non si toccano

«Da quel giorno tragico non sono mai più tornato in centro storico, pur essendo venuto all’Aquila diverse volte, sia per lavoro, sia perché qui ho dei cari amici. Ma ho avuto il pudore di non toccare le ferite di questo posto».

La voce inconfondibile di Peppe Servillo filtrata dall’acqua che scorre dai mascheroni. La visione degli archi del Solis String Quartet. Arrangiamenti che propongono una rilettura raffinata e popolare di un repertorio di classici della tradizione napoletana. E poi i ritmi sincopati del jazz che appaiono e scompaiono come i passi del tango, in un omaggio velato al genio di Astor Piazzolla. Un prologo importante quello alla Fontana delle 99 Cannelle per la maratona del jazz all’Aquila, che anche quest’anno ha rinnovato la direzione artistica di Paolo Fresu.

L’iniziativa nata tre anni fa da un’idea del trombettista di Berchidda e portata avanti con entusiasmo dal ministro Dario Franceschini, ha coinvolto musicisti provenienti da ogni parte d’Italia. Concerti a ciclo continuo si sono tenuti nelle piazze principali aquilane, mentre le session più intime si sono registrate nei palazzi storici ristrutturati in questi ultimi anni.

Grandi maestri e giovani talenti, tutti hanno suonato gratuitamente. Il resto lo hanno fatto le variestreet band che si sono alternate. Poi il gran finale a Collemaggio, presentato da Geppi Cucciari. Un palco per artisti del calibro di Gegè Munari, Gegè Telesforo, Mario Biondi e Roy Paci che si sono esibiti davanti a migliaia di persone.

«Si può partire da un dolore per ricominciare», ha detto Servillo prima di iniziare a cantare, «e in questo la musica può fare qualcosa perché forma il carattere e rende le persone migliori. La musica è espressione dello spirito e fa sì che in quello spirito custodiamo la memoria di quanto è avvenuto».  Un gran regalo per la comunità dell’Aquila e per gli abitanti delle aree colpite dal sisma del Centro Italia che, nei giorni precedenti, hanno potuto toccare da vicino la solidarietà del mondo del jazz, in occasione dei concerti di Scheggino, Camerino e Amatrice.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro