L’Aquila si ritrova a tempo di jazz
5 settembre 2017 Condividi

L’Aquila si ritrova a tempo di jazz

Fa un certo effetto vedere un ministro della Repubblica sfilare tra la gente e sedersi per terra, tra i gradoni di accesso alla fontana delle 99 Cannelle. In prima fila, per carità, ma serenamente e democraticamente per terra, come gli altri comuni mortali. Dario Franceschini, ideatore della maratona del jazz insieme a Paolo Fresu, è arrivato alle 11 in punto a dare il via alla terza kermesse in omaggio alle terre del sisma. Da lì, è partito il tre-due-uno alla postazione allestita per Peppe Servillo e il Solis String Quartet, in un mix a base di ritmi sincopati, musica popolare partenopea, tango e musica classica. Trenta minuti da seguire tutto di un fiato, non solo per la voce dal timbro emozionante del frontman degli Avion Travel, ma anche per la sua consapevolezza scenica da fratello d’arte di Toni. Franceschini si è accomodato accanto al sindaco Pierluigi Biondi. Da un lato la senatrice Stefania Pezzopane, dall’altro il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli e il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. Un’apertura a cui ha assistito il presidente del CentroAlberto Leonardis. In ordine sparso, rappresentanti della nuova amministrazione comunale. In realtà, la kermesse è partita ben undici ore prima, in piazza Chiarino.

21230886_1801694456510871_3470768845901978792_nA mezzanotte in punto, i dj Martux, alias Maurizio Martusciello, e Giulio Maresca hanno provato a scaldare gli animi della notte tra sabato e domenica, anche se la festa in piazza Chiarino è stata parzialmente rovinata da un fulmine che ha fatto andare via la corrente. »Peccato», ha commentato Davide Stratta del vicino Caffè Garibaldi, «perché la loro selezione electro-jazz era veramente interessante. Ci rifacciamo con Alessio Bertallot». Più o meno alla stessa ora, Servillo stava beatamente suonando al palazzo d’Avalos di Vasto, salvo poi presentarsi all’Aquila alle 8 per fare il soundcheck.
Il ministro ha fatto un pezzo a piedi all’interno del complesso che ospita la chiesa di San Vito e il Munda, ricordando anche un altro progetto in fase di realizzazione a L’Aquila che riguarda il museo di arte contemporanea Maxxi: «Abbiamo deciso, sul modello di altri musei d’Europa, come il Louvre, di realizzare una sezione all’Aquila del Maxxi, nel palazzo Ardinghelli. Siamo sempre più vicini al traguardo. Bisogna ricostruire non solo pensando a case e palazzi, c’è da far ripartire la vita».

Poi, spazio al secondo step con l’ensemble vocale del Saint Louis Voices, guidata da Milena Nigroe via a tutti i palchi all’unisono con musicisti a riempire le strade. Pieno ma non pienissimo: i commercianti non hanno fatto tantissimi affari.  «Tanti panini e tramezzini resteranno invenduti», ha detto Luca Ciuffetelli del bar del Corso che pure ha fatto girare tanta gente in questi giorni grazie alle sue scelte musicali. Però, un bel colpo d’occhio, dal centro, fino a Collemaggio che ha ospitato il concertone con Paci, Biondi e Telesforo. “Ricordate quando era tutte le sere così?», ha commentato, nostalgico, Matteo Lombardi.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro