Adesso Barcellona.. “No Tinc Por”
19 agosto 2017 Condividi

Adesso Barcellona.. “No Tinc Por”

Giorni di terrore per le vie di Spagna. Nel pomeriggio di giovedì 17 agosto un furgone ha imboccato la Rambla da Plaça de Catalunya a Barcellona. Ha falciato i passanti provocando 13 morti e ha ferito almeno 100 persone. Qualche ora dopo un nuovo attacco è avvenuto a 100 chilometri dalla città catalana. Una vettura ha ferito sette persone nel comune di Cambrils e una donna è deceduta nelle ore successive, portando a 14 il totale delle vittime. La polizia è intervenuta uccidendo cinque terroristi. Un singolo agente ne ha abbattuti quattro. Tre sono stati identificati e risultano collegati all’attacco sulla Rambla (leggi anche: Attentato a Barcellona, Driss Oukabir è stato in Italia). Ma la risposta più efficace è arrivata dalla gente che è scesa in strada al grido di “No tinc por”, non ho paura.

Mappa Spagna

La cellula, secondo il comandante della polizia catalana Josep Lluis Trapero, organizzava «da tempo» gli attentati. Ma l’esplosione accidentale avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 agosto in una casa di Alcanar, dove il gruppo stava preparando degli ordigni con bombole di gas, ha cambiato i piani dei terroristi. I quali hanno quindi deciso di entrare in azione subito, colpendo in forma «più rudimentale».

CHI SONO GLI ARRESTATI. Tre degli arrestati in connessione con gli attacchi sono di nazionalità marocchina, un quarto è spagnolo. Nessuno ha precedenti per terrorismo. Si tratta di Mohamed Houli, rimasto ferito nell’esplosione ad Alcanar; Driss Oukabir, fratello di Moussa, ovvero del 17enne erroneamente ritenuto l’autista del van; un loro conoscente di Ripol; il fratello del conducente della macchina usata per l’attentato a Cambrils, uno spagnolo di Melilla. Hanno età comprese tra i 21 e i 34 anni.

L’AUTISTA DEL VAN UCCISO A CAMBRILS: NON È MOUSSA. Gli investigatori danno la caccia ad altri quattro uomini: Moussa Oukabir (17 anni), Mohamed Hychami (24 anni), Younes Abouyaaqoub (22 anni), di Ripoll, e Said Aallaa (18 anni), di Ribes de Freser. Tutti e quattro hanno origini marocchine. Un funzionario della Guardia Civil ha confermato che l’autista del furgone che si è lanciato sulla Rambla è tra i cinque terroristi uccisi a Cambrils. Ma non si tratta di Moussa, che è vivo ed è ancora in fuga.

Quattro

I quattro uomini ancora ricercati dalla polizia.

1. DUE ATTACCHI IN POCHE ORE: 13 MORTI A BARCELLONA, UNO A CAMBRILS

Poco dopo le 17 del 17 agosto un van noleggiato è piombato sulla folla lungo la Rambla di Barcellona centrando i passanti e uccidendo 13 persone, tra le quali anche due cittadini italiani. Secondo una prima ricostruzione il furgone ha compiuto una corsa a zig zag di circa 600 metri, schiantandosi contro uno dei chioschi che si trovano sul marciapiede che separa le corsie della Rambla destinate alle automobili. Il mezzo è partito da Plaça de Catalunya e si è fermato in Plaça Boqueria.

LA DINAMICA DEL SECONDO ATTENTATO. Il secondo attacco è avvenuto di notte intorno all’1.15 nella cittadina di Cambrils, a circa 100 chilometri a Sud di Barcellona. Come poche ore prima anche in questo caso i terroristi hanno investito un gruppo di persone, ma stavolta con un’auto. La polizia ha confermato che anche qui gli attentatori hanno colpito dei passanti. Sette persone sono rimaste ferite e una donna è morta nelle ore successive.

 2. IN AZIONE UNA CELLULA DI 12 PERSONE

Tra la sera del 17 agosto e la mattinata del 18 la polizia catalana ha arrestato quattro persone. Due sono state catturate a Ripoll, una cittadina dei Pirenei in provincia di Girona, un terzo nel comune di Alcanar, vicino a Tarragona. A Ripoll è finito in manette Driss Oukabir, fratello di Moussa. Il 28 enne parente dell’attentatore figurava nelle carte degli inquirenti perché i suoi documenti erano stati usati per noleggiare il furgone dell’attacco. Sempre a Ripoll è stato bloccato un altro cittadino marocchino conoscente degli Oukabir. Nel primo pomeriggio del 18 le autorità hanno poi confermato un quarto fermo.

UCCISI 5 MEMBRI DELLA CELLULA A CAMBRILS. Subito dopo l’attacco di Cambrils la polizia ha ingaggiato uno scontro a fuoco con i terroristi uccidendone cinque. Le autorità hanno anche confermato che i membri del commando indossavano cinture esplosive finte. Secondo il quotidiano La Vanguardia il gruppo voleva fare un nuovo attentato a Barcellona dopo quello avvenuto qualche ora prima.

COMMANDO COMPOSTO DA 12 UOMINI. Una fonte della polizia avrebbe spiegato a El Pais che a colpire Barcellona e il centro di Cambrils sarebbe stata una cellula terroristica formata almeno da 12 persone. Cinque sarebbero i membri del commando di Cambrils e quattro quelli in custodia delle autorità. Resta ancora in libertà Moussa Oukabir.

Moussa Oukabir

Moussa Oukabir, 17 anni, ricercato.

3. L’ESPLOSIONE AD ALKANAR

Le indagini della polizia si stanno concentrando anche su un’esplosione avvenuta nel comune di Alcanar, vicino a Tarragona mercoledì 16 agosto. Inizialmente la deflagrazione era stata derubricata come una semplice fuga di gas che aveva anche causato una vittima. Ma successive indagini hanno individuato una ventina di bombole di gas. L’ipotesi che è stata formulata è che la cellula stesse progettando un attentato esplosivo.

4. OLTRE TRENTA PAESI COINVOLTI

Le autorità iberiche hanno dichiarato che oltre alle vittime spagnole nell’attacco di Barcellona sono state coinvolte 34 nazionalità coinvolte. Tra di loro cinque sono italiane. Due uomini hanno perso la vita mentre altri 3 sono rimasti feriti. Il Belgio ha confermato che almeno uno dei morti è belga mentre altri due sono rimasti feriti. Parigi ha dichiarato invece che 26 cittadini francesi sono rimasti colpiti, ma che nessuno di loro è in pericolo di vita. Tra le altre nazionalità coinvolte anche tedeschi, americani, britannici, greci, cubani e cinesi.

Fonte: Lettera 43