Peltuinum, tutti i colori (e sapori) del Theater festival
24 luglio 2017 Condividi

Peltuinum, tutti i colori (e sapori) del Theater festival

T-shirt dal disegno psichedelico e barba da hipster, uno come Diego non ce lo vedi proprio a dare spiegazioni sui vari tipi di genziana realizzati nel territorio. Eppure, malgrado i modi di fare di chi sembra trovarsi per caso dietro allo stand del laboratorio reatino Officina degli Spiriti, riesce a dare a tutti dovizia di particolari, in special modo ai tanti turisti stranieri che hanno raggiunto l’area archeologica Peltuinum, nel cuore di Prata d’Ansidonia in occasione del Peltuinum Theater Fest, una rassegna all’insegna non solo dell’arte, della musica e dello spettacolo, ma anche del gusto.

Foto: Luigi Baglione

Atmosfera magica nella serata inaugurale, a beneficio di tante persone arrivate dal capoluogo, dal comprensorio, con molte presenze anche di spettatori provenienti da fuori regione e dall’estero. In un tramonto dallo scenario unico al mondo, nel quale si scorgono il Gran Sasso e il Sirente, fino alla Majella e persino Rocca Calascio.

Venerdì, al calar della sera, Veronica Visentin e Innocenzo Chiacchio dell’associazione Presenza hanno presentato ufficialmente la seconda edizione del Peltuinum Theater Fest. Veronica, direttrice artistica del festival, ha letto un suo testo, prima di portare i saluti della Soprintendente ai Beni archeologici e paesaggistici dell’Aquila e cratere, Alessandra Vittorini.

Un messaggio all’insegna della “proposta culturale che si basa sulla ricerca della compatibilità, del dialogo e dell’integrazione con le preesistenze monumentali, con allestimenti di basso impatto e installazioni con il minimo impiego di tecnologie e strutture tecniche”. È poi stata la Bottega Baltazar, con un intenso concerto acustico, ad avvolgere centinaia di persone sotto il cielo di Peltuinum.

Il gusto. Si parlava di Diego e della sua fantasia nel descrivere i vari tipi di genziana e i vari stadi di preparazione. Del resto, il fatto che L’Aquila e Rieti facessero parte di un unico territorio, ha creato un legame inscindibile tra la nostra gente e questo lo si rileva anche nelle varie fasi della produzione enogastronomica. Tra le specialità più distribuite, la genziana Lutea: delicatissima e strepitosamente unica, come tutte le cose d’altura, fatta senza infingimenti.

Ottenuta con infusione a freddo di radici in vino bianco. Il necessario tempo di maturazione è l’origine delle sfumature che investono il palato e che variano da un primo morbido abboccamento per culminare nel persistente retrogusto amaro e duraturo. Un buon digestivo per una cena preparata dallo staff della Cabina, il locale simbolo di Castelnuovo, riaperto tre anni dopo il sisma che ha distrutto la struttura precedente. In campo la famiglia Cozzolino, con papà Nello rimasto in sede e il giovane Alin a gestire gli stand. Un menu a base di prodotti tipici della zona, a partire dagli gnocchetti allo zafferano e, a seguire, il pasticcio di farro con porcini e tartufo, il tutto accompagnato da vino locale. Spazio anche a L’Aquila street food, con la “Pizzonta” del capoluogo, da abbinare a birra artigianale Anbra (Anonima brasseria aquilana).

GLI APPUNTAMENTI

Foto: Luigi Baglione

Teatro sperimentale, musica e cinema. Tre giorni tutti da vivere, grazie al gusto e alla fantasia della direttrice artistica Visentin. C’è stato spazio alle musiche del nuovo disco di Cibueze Cajetan Anyanwu, il don Gaetano parroco della comunità di Fossa. Poi, le suggestioni dell’atteso spettacolo  The Experiment, spettacolo risultante dal progetto di training innovativo ideato da Daniele Monterosi e organizzato sul territorio. Mani al cielo alla musica proposta dalla dj aquilana Dirty Red ad offrire la sua selezione sperimentale, sulle immagini del film documentario Home, di Yann Arthus-Bertrand.

La giornata conclusiva, infine, è stata dedicata principalmente ai giovanissimi con lo  spettacolo “Topastra e Grimilde – Tra parole e musica” (presentato da Arti e Spettacolo, voce narrante Tiziana Irti, con Chiara Santucci al violino). Emozioni assortite anche con Il viaggio – “Una storia senza età”, della compagnia Carmentalia. In chiusura di festival la proiezione di corti di fantascienza con musiche live eseguite da Mr Geist, al secolo Piercersare Stagni.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtù Quotidiane