Vini &  vinili, viaggio tra gli artigiani del suono (e del gusto)
20 luglio 2017 Condividi

Vini & vinili, viaggio tra gli artigiani del suono (e del gusto)

Alla fine, se vai a stringere, comporre una canzone è un lavoro artigianale come un altro. Come produrre un buon vino del resto. Perché sia le canzoni sia i vini li puoi fare a livello industriale. Magari andando a intercettare i gusti del mainstream, però niente ti restituisce l’intimità di una canzone che scrivi chitarra o ukulele alla mano, lasciando muovere le dita da sole e lasciando che le parole arrivino. Ecco, se i 33 giri di rosso, il primo capitolo del viaggio in compagnia della musica e del vino d’autore, proposto da Maurizio Pratelli nel suo Vini e vinili, era all’insegna dei lunghi ascolti, il secondo appuntamento propone un approccio un po’ più immediato alla canzone d’autore, modulato dall’energia del rock britannico.

Stiamo parlando di 45 giri di bianco (Arcana edizioni – Illustrato a colori) una guida all’ascolto di alcuni dei classici del rock d’autore abbinati a una collezione di vini naturali. Il secondo volume di Vini e Vinili è stato presentato all’Aquila in un doppio appuntamento. Prima al Polarville, con una presentazione e brindisi, moderata dal giornalista Roberto Ciuffini e poi all’osteria Pantasima, con degustazione e ascolto.

Quarantacinque canzoni: non necessariamente le più riuscite dal punto di vista commerciale, piuttosto quelle che hanno segnato in modo indelebile un’epoca arrivata fino ai giorni nostri. Proprio come le 45 etichette dei vignaioli che ne accompagnano l’ascolto. Del resto, anche nel primo volume, l’accostamento del rosso Gravner ad Another Self portrait di Bob Dylan, metteva in relazione due prodotti non necessariamente facili da degustare. Tra i 45 bianchi inseriti nella raccolta c’è il Ròo dell’azienda agricola Rocco di Carpeneto, abbinato al brano Oh! You Pretty Things di David Bowie, una scelta guidata anche dall’emozione del momento. “Ho elaborato questo volume insieme a Chiara Meattelli“, confessa Pratelli, “lo scorso anno, proprio nelle settimane a ridosso della morte di Bowie, quindi abbiamo cercato insieme un omaggio non scontato al suo talento”. Una scelta condivisa con Lidia Carbonetti e Paolo Baretta dell’azienda piemontese invitati all’Aquila per questo appuntamento. Perché il viaggio proposto dall’autore non prevede mai un approccio tecnico né dal punto di vista enologico, né da quello musicale, ma quanto più emozionale.

Un volume che omaggia le produzioni regionali di tutta la Penisola, col trebbiano d’Abruzzo prodotto dall’azienda agricola Cirelli di Atri (Teramo) e abbinato a Let Me Roll It, il brano di chiusura del lato A dell’album Band on the Run dei Wings. “Tra le mie canzoni preferite c’è Despacito”, scherza (ma forse non più di tanto) Tommaso Turci, enologo della cantina Cirelli. “Nel senso che è il classico tormentone snobbato da appassionati di musica, ma che poi funziona in quanto va a beccare la curva gaussiana dei gusti della maggior parte della gente. Dico questo, perché spesso tra gli appassionati di vini e tra chi sostiene il vino naturale, si corre il rischio di snobbare quelli rivolti al mercato industriale, studiati in verità per centrare i gusti di gran parte delle persone. Dietro alle nostre produzioni c’è altro, un’esperienza che nasce dal racconto della nostra terra, da assaporare con tutti e cinque i sensi”. Il brindisi è stato offerto da Lorenza Ludovico dell’azienda agricola Ludovico di Vittorito intervenuta alla presentazione insieme a Mariapaola Di Cato dell’azienda agricola Di Cato di Vittorito e Paolo Pallozzi produttore di vino e responsabile commerciale di Les Caves De Pyrene.

L’AUTORE

Pratelli è nato a Milano, vive a Como. Giornalista e autore, per oltre 15 anni ha scritto sulle pagine di cultura e spettacoli di quotidiani e per alcuni magazine musicali. Per Arcana ha pubblicato nel 2014 Vini e Vinili, 33 giri di rosso” e nel 2015, insieme a Fabrizio Barabesi, 667 ne so una più del diavolo. Nel 2007, dopo avere ascoltato Sky Blue Sky degli Wilco, ha capito che non avrebbe più potuto bere vini cattivi.

di Fabio Iuliano – fonte: Virtù Quotidiane

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