Joumana, l’altra metà del cielo al Premio Laudomia Bonanni
25 novembre 2016 Condividi

Joumana, l’altra metà del cielo al Premio Laudomia Bonanni

A volte, gli occhi di Joumana Haddad raccontano, forse meglio di quanto riescano i suoi versi, cosa significhi appartenere all’altra metà del cielo nel mondo arabo-islamico. Ma proprio per questo, la sua poesia è un arma efficace nella lotta per l’emancipazione femminile in contesti sociali particolarmente delicati, come il Libano, il suo paese d’origine. La sua storia di scrittrice e giornalista 46anne abbatte cliché, tabù e restrizioni per costituire un’esperienza importante da condividere anche dalle nostre parti. «Tutto questo ci ha spinto a scegliere lei come ospite d’onore per la quindicesima edizione del premio Laudomia Bonanni», sottolinea la poetessa Anna Maria Giancarli, una delle fondatrici della kermesse intitolata alla giornalista e scrittrice aquilana.

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Anna Maria Giancarli

Oggi il via alla Casa della cultura di Onna, con il primo dei due incontri pubblici che vedono la partecipazione della Haddad, mentre domani, alle 10.30, l’Auditorium del Parco ospiterà la cerimonia di premiazione nel corso della quale sarà anche presentato un volume che raccoglie immagini e testi dei quindici ospiti d’onore della storia del premio letterario».

Dal 2002 ad oggi», ricorda Anna Maria Giancarli, “si sono alternati nomi importanti per la poesia internazionale tra cui ricordiamo Edoardo Sanguineti, Kikuo Takano, Tahrah Ben Jelloun e Mahmud Darwish, quest’ultimo libanese come Joumana Haddad. Già in passato», prosegue la poetessa, «abbiamo avuto modo di approfondire alcuni punti di contatto tra il mondo islamico e la nostra civiltà occidentale, quest’anno potremo puntare l’accento sulla figura femminile, attraverso le parole di questa giovane poeta (amo definirla così, nella mia eterna lotta per l’uguaglianza di genere anche nel linguaggio) che ha firmato lavori significativi come “Il ritorno di Lilith” e “Ho ucciso Sharazade”».

Storia e mitologia si fondono in un percorso che viene rappresentato a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, prevista proprio oggi. «Haddad parla ben sette lingue, tra le quali l’italiano, e potrà portarci la sua esperienza di donna attiva nel mondo sociale e culturale», dice Anna Maria Giancarli. Il vincitore del premio riservato agli studenti delle scuole superiori è Carlo Carosi che frequenta l’Istituto Domenico Cotugno all’Aquila.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro