Terremoto: a Montereale altri crolli, strade isolate
31 ottobre 2016 Condividi

Terremoto: a Montereale altri crolli, strade isolate

Danni strutturali, crolli in cinque frazioni, strade isolate, gente sfollata e soprattutto tanta paura. Montereale resta un fronte aperto con il sisma e la nuova tremenda scossa di ieri mattina alle 7.41 si è fatta sentire molto più che altrove nella provincia dell’Aquila. Una giornata particolarmente difficile quella di ieri per gli abitanti della zona, in special modo per quelli che vivono nelle frazioni più a ridosso del confine con il Lazio. Dalla notte del 24 agosto, data della tragica scossa di Amatrice, la situazione in molte aree è particolarmente delicata. «Abbiamo condotto sopralluoghi per tutto il giorno», spiega il sindaco Massimiliano Giorgi, «insieme alle squadre dei vigili del fuoco e stiamo elaborando una relazione dettagliata per spiegare quali sono le maggiori criticità».

Un lavoro tutt’altro che facile considerando che le frazioni sono 36 sparse in un vasto territorio di 104 chilometri quadrati. Alcuni crolli isolati sono stati registrati a Verrico, Colle Verrico, Colle Calvo e Santa Lucia. Quest’ultima è la frazione che il 24 agosto ha subìto più danni. Sotto osservazione anche Aringo. «Parliamo di edifici non abitati», sottolinea il primo cittadino, «fatta eccezione per un fabbricato che fa parte di un aggregato, si tratta per di più di stalle, magazzini o rimesse». Sono stati spostati al primo piano, invece, tutti gli ospiti della residenza sanitaria assistita (Rsa) di Montereale.

«Tanta gente dormirà in strada in questi giorni», rileva Giorgi, «e molti turisti, tra quelli che avevano raggiunto Montereale per il ponte di Ognissanti, sono tornati a casa. C’è da comprenderli, la scossa ha fatto veramente paura, noi l’abbiamo avvertita molto forte rispetto all’Aquila». Oltre alle repliche della scossa principale, nel pomeriggio (ore 18.11) una scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata dai sismografi proprio nel distretto di Montereale.

Il sisma si è verificato a una profondità di dodici chilometri. La zona era rientrata nel nuovo cratere sismico dopo il terremoto del 24 agosto scorso che aveva distrutto Amatrice e altri comuni come Accumoli o Arquata del Tronto. Diversi residenti erano stati accolti nelle tendopoli organizzate dalla Protezione civile in particolare nelle quattro frazioni più grandi, come a Marana e a Paganica. «Le tendopoli principali sono operative», ribadisce il sindaco, «chi vuole può passare la notte in queste aree. Molta gente si è invece organizzata autonomamente con auto o camper». In alcuni giardini è possibile vedere anche qualche casetta di legno, costruite di recente tanto per stare più tranquilli. Tante persone, infatti, sono provate da mesi particolarmente duri.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro