L’Aquila, il centro ha tante gru ma adesso va ripensato
24 settembre 2016 Condividi

L’Aquila, il centro ha tante gru ma adesso va ripensato

Il dato evidente è sotto gli occhi di tutti: la città delle 99 piazze e delle 99 chiese è diventata anche la città delle 99 gru in centro storico. I cantieri hanno ricoperto quasi tutto l’asse centrale e solo una manciata di aggregati – una decina in tutto – ha i progetti ancora da finanziare. E questa è cosa buona e giusta. Il problema è un altro: cosa farci di questo centro, in un momento in cui strade e piazze dalla Fontana Luminosa alla Villa Comunale riescono a esprimere poco più che un luogo carino su dove fare una passeggiata o bere una birra? Nasce da queste premesse il dibattito all’interno della festa dell’Unità dal titolo “Io c’entro”, un confronto introdotto dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, che ha invitato i suoi ospiti a riflettere sulla prospettiva che, comunque vada, difficilmente la parte storica potrà tornare a essere quella che era prima del 2009.

«Le condizioni socio-economiche sono cambiate», ha spiegato Palumbo, «al di là di come vada la ricostruzione, in generale si assiste a una fase di delocalizzazione delle attività commerciali dai centri, verso la periferia. E poi, l’università non potrà tornare a essere quell’organismo solo dal punto di vista degli affitti per i fuori sede. Proprio per questo motivo è importante tenere conto e valorizzare anche le possibilità offerte dall’infrastrutturazione tecnologica». L’ottica è la stessa della rettrice Paola Inverardi. «Io credo che l’obiettivo primario che dovrebbe porsi questa città è quello di come mettere a servizio della collettività la ricerca che viene sviluppata all’interno delle nostre facoltà, così come del Gran Sasso Science Institute».

I prossimi step sono certo confortanti, si avvicina il rientro a palazzo Camponeschi ed è possibile una sinergia con la biblioteca “Salvatore Tommasi”, per l’utilizzo e il recupero degli spazi in centro. Un sistema di cose che tiene conto delle potenzialità della Smart city declinate attraverso la progettazione dei sottoservizi, se n’è discusso con l’architetto Walter Nicolino, così come con il presidente della Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto. La realtà dei fatti, tuttavia, mette davanti agli interlocutori una città chiusa in se stessa rispetto alle politiche giovanili, così come testimoniato da Roberto Moretti (segretario Giovani Pd) e Daniela Serpetti (rappresentante studenti), così come il dato drammatico di oltre 300 attività commerciali che dal 2009 non ce l’hanno fatta, come ribadito da Celso Cioni (Confcommercio). Il sostegno del governo, comunque, è stato comunque ribadito dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli. «Alla ricostruzione materiale, sostenuta da interventi sulla legge di stabilità, dobbiamo abbinare una serie di interventi materiali verso le imprese per affrontare crisi e globalizzazione».

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro