La lunga estate della musica in Abruzzo, da Silvestri e Mika ai Counting crows
6 luglio 2016 Condividi

La lunga estate della musica in Abruzzo, da Silvestri e Mika ai Counting crows

È vero, quest’anno niente concertone da stadio, come nel 2015 per Jovanotti e nel 2014 con Liga. Ma il calendario dei live estivi sforna date per tutti i gusti, dal pop al rock passando per la classica, fino alla seconda maratona jazz nel capoluogo. A Pescara si incrociano i circuiti maggiori, con una scelta che strizza l’occhio a chi ha iniziato a seguire o praticare la musica negli anni Novanta. I concerti. Venerdì 8 luglio il debutto con Max Pezzali al porto turistico (biglietti da 46 euro). Poi il festival rock che porta in città i Counting Crows (14 luglio al teatro d’Annunzio – 45 euro il biglietto) e i Chemical Brothers (12 agosto nel piazzale dello Stadio Adriatico concerto il 12 agosto – 50 euro per entrare).

Chieti risponde con una tappa del tour di Mika (30 luglio – biglietti da 46 euro), applaudito sui palchi di tutto il mondo. E c’è di più, perché anche quest’estate tornano a girare nomi importanti della musica italiana, a partire dai cantautori Niccolò Fabi (29 luglio a Pescara) Max Gazzè (30 luglio a Cupello), Francesco De Gregori (13 agosto a Francavilla) in un’estate che vedrà, tra l’altro, Massimo Ranieri in versione jazz al Pescara Jazz e in tenuta da varietà musicale, come evento atteso del cartellone della Perdonanza Celestiniana all’Aquila. Infine, i festival dal Kimera Rock di Avezzano con i britannnici Darkness e gli Afterhours (9-10 luglio) al Siren di Vasto con gli Editors , i Cani e un artista di culto del noise-rock anni Ottanta e Novanta come Thurston Moore, ex leader dei Sonic Youth, che si esibirà con la sua nuova band (22-23 luglio).

Il giro d’affari. Si parla di 640 milioni di euro, secondo le stime di Assomusica. Arriva a tanto il volume di affari annuale legato alla sola vendita dei tagliandi di ingresso. A questo va aggiunto l’indotto del merchandising legato all’artista, ma anche di cibi e bevande che, a ridosso dell’area del concerto, arrivano a prezzi spropositati. Infine, c’è da tenere conto del turismo legato agli eventi live. Nel 2015 – come riporta il Sole 24 ore – il numero di spettatori provenienti da altre regioni rispetto a quelle che ospitavano un evento è cresciuto del 6% sull’anno precedente. Si va e si arriva anche dall’estero. Talvolta, infatti, salire su un volo low cost per raggiungere il proprio gruppo preferito da qualche parte in Europa è facile e relativamente economico. D’altra parte, chi muove i bottoni dell’industria musicale è ben consapevole che solo suonando dal vivo si batte cassa. Il web ha relegato le vendite discografiche a un mercato di nicchia. Quanto sono lontane le battaglie donchisciottesche di gruppi come Pearl Jam contro le agenzie di distribuzione eventi live. A metà degli anni Novanta, la band americana provò invano a prescindere dal circuito Ticketmaster nel tentativo di tenere basso il costo del tagliando a beneficio dei fan. Risultato: un tour dalle location improbabili, tra mille difficoltà logistiche nel tentativo di trovare degli impianti alternativi al circuiti tradizionali, e uno strascico legale che non portò a nulla. Adesso, sono gli stessi artisti che cercano con varie iniziative di fidelizzare il proprio pubblico: ecco il fan club, ecco che sotto il palco spunta “l’inner circle” uno spazio esclusivo riservato ai supporter di vecchia data. «Certo», commenta Marco Capuzzo ex direttore della produzione del tour dei Subsonica, “mancano in Italia degli auditorium all’altezza e questo rende più difficile l’organizzazione».

I prezzi. È vero, il costo del tagliando è aumentato e pure parecchio «però bisogna anche considerare che talvolta viene messo in campo un vero e proprio show, tra maxi schermi ed effetti elettronici», valuta Alessia Savino della “Poche parole” agenzia che si occupa di pubbliche relazioni e comunicazione, specie in occasione di concerti e spettacoli. «Pensiamo a quel mix di suoni, colori ed energia che Jovanotti portò anche in Abruzzo lo scorso anno». Altro esempio, in tal senso, il musical Notre Dame de Paris a Chieti dal 24 al 27 agosto. Dinamiche e circuiti. Dai tempi del Gaslini che Pescara rappresenta un porto sicuro per tanti cantautori. «I vari Silvestri, Fabi, Gazzè sono affezionati ai nostri palchi, così come Alex Britti che sarà ad Atessa il 18 agosto», prosegue la Savino, «anche perché qui esiste un parterre di musicisti e band locali che col tempo ha accompagnato i concerti, penso a Piero Monterisi, il batterista di Silvestri, ai Giuliodorme ma anche a lavori come Ghost Lost targato Lorien che da Pescara ha aperto una porta nel mondo».

di Fabio Iuliano – fonte il Centro