L’Aquila, quei versi anonimi sui muri del centro
31 marzo 2016 Condividi

L’Aquila, quei versi anonimi sui muri del centro

La salita che dallo stadio conduce alla Fontana Luminosa è diventata il bersaglio scelto di tanti artisti di strada che hanno portato all’Aquila colori e contenuti per ridar vita a frammenti metropolitani. Da qualche giorno a questa parte, accanto a quei murales che scandiscono i passi verso la città vecchia, sono comparse delle poesie brevi e anonime, contrassegnate solo da un codice dietro che nasconde le generalità del vero autore. Quei versi vagano per le strade liberi di appartenere a chiunque li voglia leggere, esprimendo ciascuna il proprio tema e la propria, personale, poetica. Parole che nel capoluogo assumono toni di rinascita e resistenza, per chiedere un futuro diverso.

Questa “Street Poetry” è a opera del Mep, ossia del Movimento per l’emancipazione della poesia, un collettivo di poeti fondato nel marzo 2010 a Firenze e attivo in ambito toscano e sempre più anche nazionale. «Ad oggi», come spiegano i promotori di questa iniziativa originale che torna all’Aquila dopo qualche anno, «la poesia non possiede, nella volgare società contemporanea, il ruolo che dovrebbe, per ragioni culturali e storiche, spettarle. E non perché essa non sia ancora portatrice della capacità di comunicare e suscitare emozioni, sentimenti e fantasie, quanto perché, sebbene si continui a scriverla, non si continua a leggerla, preferendo basso e vuoto intrattenimento a più nobili e faticosi esercizi d’animo e di pensiero». Versi liberi da vincoli e da etichette. «Il Mep non intende ridefinire il concetto o circoscrivere la poesia ad un determinato “ismo”», viene sottolineato nel manifesto divulgato dopo la fondazione. «Non vuole vincolarsi a un’omogeneità stilistica o tematica, poiché nasce come un movimento di emancipazione della poesia intesa nelle sue diverse forme. Il Mep si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze». Per informazioni si può visitare il sito Mep.netsons.org.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro