Roccaraso, alunno cade in classe e muore sul colpo
13 febbraio 2016 Condividi

Roccaraso, alunno cade in classe e muore sul colpo

La giornata volge al termine e l’insegnante di biologia chiama una ragazza alla lavagna per mettere a fuoco alcuni concetti. Pochi istanti, prima che un tonfo improvviso richiami l’attenzione di tutti: un giovane è a terra e ha perso i sensi. Inutili i primi soccorsi, prestati proprio dal docente: è morto così, Christian Lombardozzi, 17 anni, studente dell’Alberghiero Monsignor Edmondo De Panfilis.

L’INCIDENTE. Una tragica fatalità sotto gli occhi increduli dei compagni di classe. Un episodio che ha messo sotto choc un’intera comunità, il giovane era originario di Roccacinquemiglia e aveva tantissimi amici a Castel di Sangro. Secondo le prime ricostruzioni, al vaglio della Procura che ha aperto un’inchiesta, il ragazzo si stava dondolando sulla sedia, avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe caduto all’indietro finendo poi in avanti con la testa tra banco, sedia e muro.

IL PROFESSORE. «Appena abbiamo sentito il colpo ci siamo girati verso il fondo della classe», spiega il professor Lino Di Meo, insegnante di biologia testimone suo malgrado del tragico incidente. «Mi sono girato e ho visto Christian per terra. Qualcuno dei ragazzi rideva». Non c’è voluto molto, tuttavia, per capire la gravità della caduta. «Mi sono precipitato per vedere cosa fosse successo e ho visto che respirava a fatica, aveva il viso bianco e a volte non respirava più o in maniera affannosa. Ho cercato di rianimarlo col massaggio cardiaco fino a quando sono arrivati i soccorsi ma ho capito subito che la situazione era molto grave. Il ragazzo è andato in arresto cardiaco 2-3 volte». Il 17enne potrebbe aver riportato alcune fratture all’altezza del collo. «In quarant’anni non mi è mai capitato di assistere a una cosa di questo tipo», spiega Nunzio Marcelli che è anche insegnante all’Alberghiero e collaboratore del preside. «Quel povero alunno si stava dondolando su una sedia, stava cioè facendo qualcosa che chiunque di noi avrà fatto decine di volte senza neanche rendersene conto. Non posso neanche immaginare il dolore dei familiari, dei compagni, così come del professor Di Meo, un giovane docente che non era arrivato da molto alla scuola».

IL RICORDO. Tanti i ricordi tra chi lo conosceva. «Christian era un ragazzo della mia parrocchia, un ragazzo vivace come tutti quelli della sua età, un giovane pieno di vita, pieno di interessi», racconta il parroco Don Renato, «uno dei primi ad arrivare alla scuola, insieme al sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato. Ultimamente aveva preso il patentino per la ricerca dei tartufi e lo vedevi sempre in giro per le campagne e per i boschi con i suoi due cani alla ricerca di questo prezioso tubero. Di una bontà unica, di una semplicità naturale per quell’età e anche con una costanza nel fare le cose che gli piacevano». «Esprimo il mio sentito cordoglio ai familiari del giovane studente e la mia vicinanza alla comunità scolastica dell’istituto alberghiero di Roccaraso per questa tragedia che ha scosso l’Abruzzo. È davvero incomprensibile come una giovane vita si sia spenta così». È il commento dell’assessore regionale all’Istruzione, Marinella Sclocco. Sul posto anche il personale del 118 con una squadra arrivata in elisoccorso dall’Aquila, così come i carabinieri chiamati a far luce sul caso con la supervisione del comandante della Compagnia di Castel di Sangro, il maggiore Pasquale De Corato. La dinamica e sulle cause dell’incidente che hanno portato alla morte del giovane saranno accertate con l’autopsia disposta dal magistrato Aura Scarsella. L’aula è stata sigillata e sottoposta a sequestro al termine dei rilievi del Nucleo investigativo del Comando provinciale dell’Aquila dei carabinieri. L’autopsia verrà effettuata probabilmente lunedì.

LA SEDIA. Si è ipotizzato che due sedie, secondo una testimonianza, sarebbero di plastica e proprio una di queste sarebbe stata utilizzata dal 17enne. Come precisa Marcelli, in realtà si tratta di una sedia simile a quella usata dai docenti, con una seduta più comoda ma in regola. Christian era amico di Salvatore Di Padova, il giovane rugbista morto lo scorso anno in un incidente stradale.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro