Verso Marrakech, controlli tra una frontiera e l’altra
1 novembre 2015 Condividi

Verso Marrakech, controlli tra una frontiera e l’altra

Due giorni e mezzo di viaggio verso Marrakech, 60 ore di cui 46 in un mezzo vecchio e freddo dove la notte puoi solo sperare che ti venga sonno, visto che le luci vengono spente per tutti. Le fermate programmate sono tutte in Italia, tra Firenze, Viareggio, La Spezia e Genova. Una volta passato il confine ci si ferma solo per rispettare le prescrizioni di legge: ogni 4 ore. Oppure perché è l’ora della preghiera del mattino: alle 5 in punto. Il pullman non è pienissimo. Molti lo usano solo per trasportare cartoni e valigie e si presentano alla fermata muniti di passaporto.

Merce e pericoli. Gli autisti non caricano tutto, consapevoli di avere la responsabilità totale di quello che trasportano una volta arrivati a Tanger , alla frontiera di ingresso in Marocco. «Il mese scorso», mi fa Mohammed, ex trasportatore ora impegnato nell’import/export, «un autista è stato arrestato perché gli hanno trovato dell’hashish in una valigia che il bus trasportava». Vorrei sapere qualcosa di più. «Tu fai troppe domande, amico». Percepisco la sua diffidenza, del resto sul bus c’è gente di tutti i tipi. Anche un tale – in Italia si chiamare Mario – che dice di avere in curriculum un paio di anni come produttore di marijuana. «Lavoravo dalle parti di Fez», spiega con un aplomb invidiabile. «Niente spaccio, solo produzione. Il nostro percorso per arrivare a “lavoro” era a rischio, ma ce la siamo sempre cavata: la polizia non conosceva tutte le nostre vie di accesso. Così come noi non avevamo la minima idea di come le droghe venivano smistate». Ora ha cambiato piante, si occupa di fiori a San Remo. Tutt’altro business porta avanti Mohammed che a bordo ha caricato di tutto: giocattoli, biciclette, posate, utensili da cucina, una chitarra acustica e una mazza da baseball. Tutta roba che trasportare in aereo sarebbe complicato. Controlli altrettanto severi alla frontiera tra Francia e Spagna, con quasi tutti i veicoli fermati, alla faccia di Schengen. Sotto la lente di ingrandimento tutti veicoli che hanno targhe non europee. Gli agenti della polizia nazionale chiedono passaporti dando del tu generico e fanno le loro verifiche.