“Questo bus è un attar”. Si fa sera e siamo solo a Ventimiglia
31 ottobre 2015 Condividi

“Questo bus è un attar”. Si fa sera e siamo solo a Ventimiglia

«Un attar! Questo autobus è un attar. Avete presente uno di quei carretti con asinello che vanno da un paese all’altro per portar pane e pannocchie? Ecco quello è un attar, siamo in viaggio da ore e non abbiamo passato neanche la frontiera». La signora Nayma Kariati, ex dipendente delle Ferrovie, vive in Italia da anni. Ha alle spalle decine di viaggi avanti e dietro, in nave in aereo e qualche volta in aubus. Sì perché spesso viaggiare in pullman costa il doppio o il triplo e le traversate assomigliano ai viaggi della speranza, specie in carrette come quelle messe a disposizione dalla Sat (alla faccia dello slogan “Satisfaction avant tout” – la soddisfazione prima di tutto. Italia-Marocco si paga da 170 a 200 euro a tratta e spesso in cabina si sta scomodi e fa freddo, specie di notte. In aereo, con Ryanair o Easy Jet magari, prenotando con tempo si riesce a viaggiare con 50 euro andata e ritorno.

IL VIAGGIO: DAL FUCINO AL MAROCCO SUL BUS DEI BRACCIANTI 

Da Roma Ciampino gli scali migliori sono a Fez e Marrakech e entrambe le destinazioni sono collegate con Casablanca, che è un po’ la capitale economica. Il problema è il bagaglio semmai. Spesso chi viaggia in autobus non lo fa per masochismo, ma perché ha bisogno di portare con sé parecchia roba. Fino a quaranta chili sono compresi nel biglietto, ma nessuno sta lì con la bilancia a pesare eventuali pesi in eccesso. Gli autobus partono da tutta Italia, anche da Policoro (Matera). Dall’Abruzzo si può prendere un bus direttamente da Avezzano (partono all’alba di martedì e venerdì) oppure ci si può mettere su un autobus della Baltour fino a Firenze (40 euro il biglietto) e da lì affidarsi al vettore marocchino convenzionato con Eurolines.

Spesso, il confronto tra le due linee è impietoso: la Baltour ha il bagno a bordo e una presa di corrente ogni due sedili, i bus nordafricani non hanno neanche le luci notturne. Di bagno neanche a parlarne, ci si affida alle soste programmate (una ogni 4 ore per legge) e alle preghiere quotidiane che coinvolgono anche gli autisti. Certo, gli odori a bordo sono quelli che sono. Bisogna anche considerare che si sta lì sopra per due giorni e mezzo. E poi il traghetto da Algeciras (in Andalusia) a Tanger in questo periodo dell’anno deve fare i conti con il mare spesso agitato. Ma niente in confronto a due giorni di viaggio in nave da Livorno o da Genova, 48 ore in mare e costi esorbitanti, una famiglia di 4 persone arriva a spendere anche 1.200 euro.

di Fabio Iuliano – fonte il Centro