30 ottobre 2015 Condividi

Brignano: Renzi all’Aquila non l’avete fatto entrare…

«Non credo che la politica possa ricostruire le case ma il buon senso. So che qui Renzi non l’avete fatto entrare e questo è un buon segno».

Giubbino in pelle con logo generico dell’aeronautica, Enrico Brignano è arrivato all’Aquila alla guida di un mezzo improbabile. Un “van” dai vetri oscurati e i colori fin troppo spenti. Era stato tra i primi a raggiungere il capoluogo all’indomani della scossa per consegnare un assegno di 100mila euro per la ricostruzione del teatro comunale. Una somma frutto dell’incasso di una serata. Brignano è tornato all’Aquila per lo spettacolo di apertura della stagione del Teatro stabile d’Abruzzo, un monologo il cui incasso andrà anche questa volta in beneficenza a sostegno delle attività culturali legate alla recitazione. Prima di raggiungere l’auditorium della Guardia di finanza di Coppito, ha voluto visitare proprio il cantiere del teatro. Attualmente sono in corso i lavori relativi all’ultimo lotto che renderanno di nuovo fruibile la struttura nel giro di qualche anno.

«È importante pensare positivo, al benessere dei cittadini. È suggestivo per me tornare in questa città che ho visitato nei giorni dopo la tragedia. Dove c’è danaro pubblico ci sono i malfattori. Mi riferisco a chi ha speculato, a chi ha riso la notte del terremoto», ha detto appena arrivato, ricordando anche le sue origini abruzzesi e i suoi spettacoli al San Filippo e al Sant’Agostino. Troppo forte, alla vista del sindaco Massimo Cialente, la tentazione di scherzare sull’attualità. «Sindaco, quando le diamo le dimissioni?».

All’interno del teatro, Brignano si è soffermato a lungo sugli aspetti tecnici della struttura. «Ascoltate in silenzio, ascoltate cosa ci dice il teatro», ha detto nel buio della platea dispensando consigli all’architetto Marcello Marchetti, direttore dei lavori del teatro. «Cogliete l’occasione di questi lavori per rendere questo palco più funzionale», ha sottolineato.

«Per esempio, in pochi pensano alle vie di fuga per consentire dei rapidi cambi di scenografia. Talvolta, per passare da uno spettacolo all’altro bisogna attendere anche due giorni, oppure a volte nella piazza del teatro chi deve portare degli allestimenti di scena è costretto a fare lo slalom col mercato, una cosa inaudita in un paese che dovrebbe essere di pieno attori e commedianti, ma che invece è pieno solo di buffoni». Altra indicazione, quella di utilizzare il sottopalco come elemento sorpresa, per elaborare spettacoli su tre livelli. «Sono abruzzese ma soprattutto Italiano», ha sottolineato, «un paese in emergenza. Mentre noi siamo qui, a Messina sono senz’acqua, altre zone sono devastate dall alluvione».

Tra i presenti anche l’assessore alla Cultura, Betty Leone e il vicepresidente del Tsa, Adolfo Paravano. Poi tutti alla caserma di Coppito per il suo speciale monologo che ha voluto regalare all’Aquila. L’attore ha recitato gratuitamente.

di Fabio Iuliano – fonte: il Centro